Polo della salute, via al consorzio «Sarà tutto pronto entro il 2015»

LA SQUADRA Il presidente è Luigi Roth. I costi di realizzazione ammontano a 520 milioni di euro

È stato posto un altro mattoncino per la Città della Salute. È stato costituito il Consorzio, presieduto da Luigi Roth, già presidente della Fondazione Fiera, che curerà la realizzazione di questo nuovo polo della ricerca, della cura per le malattie infettive, neurologiche e oncologiche che raggrupperà il Sacco, il Besta e l’Istituto dei Tumori. E così ora si potrà procedere a posare i mattoni, quelli veri, la fine dei lavori è prevista nel 2015. Lo ha garantito il presidente della Regione, Roberto Formigoni non celando un certo orgoglio e non solo perché «questo complesso nuovo ed innovativo», come lo ha definito, «è il progetto più importante in Italia in questo momento». E di eccezionali ci sono anche i tempi di realizzazione, sei anni per far sorgere nella zona nord-ovest di Milano, ed in parte del Comune di Novate Milanese» una mega-struttura unica nel suo genere. «Si tratta di tempi feroci - ha sottolineato il governatore della Lombardia - un’opera come questa è una sfida ambiziosa ma sulla quale noi ci impegniamo. E Formigoni ha proprio ragione quando parla di ambizione, basta dare un’occhiata ai numeri. La Città della Salute, che verrà a costare 520 milioni di euro più altri 20 milioni per gli interventi aggiuntivi sulla viabilità cittadina, si snoderà su 220mila metri quadrati di superficie che ospiteranno laboratori di ricerca, reparti per la cura, strutture per l'ospitalità ed i servizi. Altri 70mila metri quadrati di superficie saranno destinati a parcheggi ed impianti tecnologici nonché all’asilo nido aziendale. E sono alti anche i numeri che riguardano i posti letto che saranno complessivamente 1.405. Precisamente 250 quelli del Besta, 17 in più di quelli presenti in via Celoria, 505 quelli dell'Istituto Nazionale dei Tumori contro i 482 attuali ed i 650 del Sacco che è quello che, numericamente parlando, beneficia maggiormente del cambiamento. Guadagnerà, infatti, 46 posti letto. Il nuovo polo sanitario di Vialba comporterà anche altri benefici come l’ottimizzazione dell’uso delle alte tecnologie biomediche, l’impiego integrato delle piattaforme tecnologiche. E tanta attenzione è prestata anche la sistemazione logistica per ospitare i parenti dei pazienti, gli studenti ed i ricercatori. Un’operazione che in Regione sperano, infine, serva anche a trattenere «i cervelli italiani».