Il Polo sfida il governo: vedremo se riuscirà a presentare la legge

Diliberto (Pdci): «Abbiamo vinto». Grillini (Ds): «Strada aperta ai gay». Fassino (Ds) frena: «Servono convergenze più ampie»

da Roma

Alle otto di sera, spiccano i sorrisoni soddisfatti delle due ministre. Ecco Barbara Pollastrini, che promette fretta e moderazione: «È un passo importante verso il traguardo finale. Noi andremo avanti, tenendo presente cosa dice la Costituzione». Ed ecco Rosy Bindi, che invece promette intese con la Cdl: «Il lavoro di queste settimane può proseguire. Avendo ascoltato tutti gli interventi, mi pare che ci sia la possibilità che il Parlamento trovi una convergenza non solo di tutta la maggioranza, ma anche il contributo dell’opposizione». Basta, giura, con le guerre di religione: «Il governo è per il sostegno alla famiglia ma vuole riconoscere i diritti alle persone che vivono una convivenza di fatto senza equipararle alla famiglia, né creare matrimoni di serie B, né dare vita ai Pacs».
Ma per Fabrizio Cicchitto «il confronto vero dovrà avvenire sul terreno del disegno di legge, qualora il governo riesca a presentarlo». In quel caso, «Forza Italia definirà un progetto espressione unitaria che sia alternativo a quello del governo. con l’obbiettivo di conciliare la difesa della famiglia e del matrimonio con la tutela di diritti individuali inerenti alle coppie di fatto». E Sandro Bondi avverte: «La sinistra insegue lo zapaterismo individualista, ma noi non saremo mai favorevoli a soluzioni che equiparino le unioni di fatto alla famiglia basata sul matrimonio». Frena pure Raffaelle Fitto: «Il centrosinistra è diviso, il governo eviti perciò forzature. Solo una discussione ampia e serena può portare alla sintesi tra i diritti dei singoli e i valori cristiani riconosciuti dalla Costituzione».
Intanto la maggioranza tira il classico sospiro di sollievo. Oliviero Diliberto sintetizza così la situazione: «Abbiamo vinto, o no? L’importante è vincere e non partecipare, come alle Olimpiadi. Su un tema delicato e importante il centrosinistra è riuscito a trovare una sostanziale unità». Secondo Piero Fassino, «l’approvazione da parte della Camera della mozione unitaria conferma come il centrosinistra possa unirsi intorno a proposte equilibrate e ragionevoli e favorisce certamente la definizione unitaria di proposte da parte del governo». Quanto al dialogo con il centrodestra, il segretario della Quercia si «augura convergenze più ampie». E la defezione di Mastella? Dario Franceschini, il firmatario della mozione, non si strappa i capelli: «L’Udeur ha tenuto una posizione differenziata ma non è un dramma. Anche perché di fronte a oltre 300 voti sulla mozione dell’Ulivo, la risposta della maggioranza è stata compatta e seria, il che consente al governo di procedere con il disegno di legge andando nella direzione dell’impegno che abbiamo preso con gli italiani».
Luca Volontè, capogruppo Udc, la vede diversamente: «Il dato politico è che l’Unione si è fermata a 301 voti, questo vuol dire che ne ha persi circa 60 e quindi la mozione dell’Ulivo è stata deliberata senza la maggioranza più uno della Camera. La partita è ancora aperta». Soprattutto al Senato e soprattutto quando si voterà a scrutinio segreto.
Ma nel frattempo Franco Grillini può esultare: «Sono stati sconfitti l’omofobia e la volontà di escludere i gay dai diritti. Ora si apre la strada per una legge sulle coppie di fatto». Alfonso Pecoraro Scanio ne approfitta per regolare qualche conto interno: «Sulla fedeltà alla coalizione i Verdi non accettanno lezioni da nessuno - sostiene alludendo alle questioni di politica estera -. Noi abbiamo ritirato la nostra mozione, non tutti lo hanno fatto». Ivana Bartoletti, responsabile ds per i diritti civili, considera il voto «un ottimo segnale, una garanzia che sarà possibile in tempi brevi dare al Paese una buona legge, però è opportuno che si esca da questo clima surriscaldato e a tratti ideologico». Anche Vannino Chiti invita ad abbassare i toni anche dentro la maggioranza: «Non è un problema che Udeur e Rosa nel pugno si siano comportati in maniera diversa, ora però occorre un altro sforzo unitario. Bisogna affrontare la questione nel merito, senza fumi ideologici».