Polo solidale Ulivo ironico

da Roma

La solidarietà all’europarlamentare Mario Borghezio è unanime dalla maggioranza. Ma non avviene lo stesso all’opposizione. L’indignazione non caratterizza la stampa di sinistra. Il manifesto ha iniziato così: «Ha voluto salire a tutti i costi su un treno che riportava a casa i manifestanti, nonostante i carabinieri gli avessero consigliato di soprassedere». Poi si aggiunge: «Ha denunciato di essere stato aggredito, poco dopo la partenza del treno dalla stazione di Porta Susa», quasi come se Borghezio si fosse inventato l’intero pestaggio. Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, depreca l’aggressione, ma con un avvertimento: «Chi ha sempre condannato la carica violenta di certe iniziative razziste portate avanti dall’esponente leghista non può oggi che condannare chi nei suoi confronti ha agito con brutalità e intolleranza». Il sindaco torinese Sergio Chiamparino ha espresso invece «ferma condanna» e «piena solidarietà» a Borghezio. Ma la solidarietà di sinistra finisce qui. C’è anche dell’ironia da parte di non estimatori di Borghezio: «Non fossi una scettica potrei pensare a una punizione divina», commenta Dacia Valent, responsabile della Lega islamica contro la diffamazione.
Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha invitato tutti i parlamentari a condannare l’aggressione: «Non posso accettare che passi sotto silenzio un episodio di intolleranza». «Esiste un nucleo di violenti, collegato all’estremismo», avverte il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto. Con queste persone, ha aggiunto il ministro del Welfare Bobo Maroni, «la democrazia è a rischio».
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