Il Polo studia l’ipotesi Ferrara

Ma il vero outsider del centrodestra potrebbe essere il presidente di Unioncamere Andrea Mondello

C’è un nome da un paio di giorni circola negli ambienti del centrodestra per la sfida del Campidoglio. È il direttore del Foglio Giuliano Ferrara. Per ora, pare si tratti solo di contatti, ma il Popolo della Libertà avrebbe già chiesto al giornalista di candidarsi alla poltrona di sindaco. Ufficialmente l’ex ministro del primo governo Berlusconi e, tra l’altro, candidato alle prossime elezioni con una lista antiabortista, non avrebbe ancora risposto alle avance di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Ma, secondo quanto riferito da alcuni uomini vicini all’ex conduttore di Otto e Mezzo (visto che ieri sera si è dimesso), lui sarebbe disponibile a patto che «Pdl appoggi a livello nazionale la lista Pro-Life» alle prossime politiche. Tra i sostenitori del candidato Ferrara c’è l’esponente di An Gianni Alemanno, convinto che si tratti davvero di «un’ottima candidatura» ma, precisa, «rimane solo una ipotesi, visto che c’è il problema dell’apparentamento della sua lista».
La scesa in campo di Giuliano Ferrara risolverebbe il nodo cruciale del centrodestra capitolino, alla ricerca ancora del suo candidato da opporre a Francesco Rutelli. Sono giorni ormai che si fanno riunioni su riunioni e si ipotizzano candidati politici e tecnici. Sembrava quasi fatta per Franco Frattini ma è arrivato il suo «no, grazie»; è stata poi la volta del presidente della Protezione civile Guido Bertolaso, ma anche lui ha dato forfait. In pole position rimane ancora la vice presidente della Camera, Giorgia Meloni, anche se, dicono alcuni suoi collaboratori, lei preferirebbe avere un posto nel prossimo governo. C’è poi un altro nome che circola, anche se ancora sottovoce, una persona che per molti potrebbe essere il vero outsider della partita Campidoglio: Andrea Mondello, attuale presidente di Unioncamere, uomo che conosce molto bene la città e i suoi problemi. Il diretto interessato non commenta. Ma chi invece sostiene il nome di Mondello lo fa seguendo un preciso ragionamento: è la persona che ha costruito il “modello Roma”, adottato prima da Rutelli e poi da Veltroni e che quindi conosce molto bene la realtà della capitale. C’è poi anche un altro aspetto da considerare: Mondello, su molti fronti «è un uomo più assimilabile» al centrosinistra che al centrodestra. E questo, se calato in una eventuale sfida con Rutelli, sicuramente potrebbe tornare comodo.
Il Polo dunque è ancora in alto mare nella sua scelta. Anche se entro sabato, quando è fissata la direzione nazionale di An, una decisione andrà presa. Nel frattempo il candidato in pectore Francesco Rutelli continua a fare il suo giro di ascolto per le periferie della città, ieri è stata la volta di Centocelle. E Francesco Storace dal canto suo è già partito a tutti gli effetti con la campagna elettorale, provocando non poche preoccupazioni negli ambienti del Polo. La discesa in campo dell’ex governatore del Lazio, infatti, agita parecchio le acque nel Polo. Soprattutto tra gli ex amici di An, ben consapevoli di avere davanti un uomo molto popolare nella capitale e che questo potrebbe portare una forte emorragia di consensi a destra.
L’altra novità della giornata è stata la decisione dell’Udc di correre da solo, in piena linea con quanto sta accadendo a livello nazionale con la rottura, seppur non ancora definitiva, tra Casini e Berlusconi. Ad annunciarlo è stato direttamente il segretario regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti: «Visto che la nostra identità e la nostra dignità non sono in vendita, ribadiamo che non siamo disponibili a farci annettere a un listone onnicomprensivo». E rivolgendosi a Gianni Alemanno, che in mattinata aveva accusato il partito di Casini e La Destra di avere una brutta responsabilità «quella di non farci vincere al primo turno» Ciocchetti ha replicato: ««Errare è umano, perseverare è diabolico. Alemanno la smetta di accusare l’Udc e di mettere le mani avanti perché sa bene che la responsabilità della rottura del centrodestra a Roma, come in Italia, è di Alleanza Nazionale e di Forza Italia». Anche la Rosa Bianca di Baccini e Tabacci sta lavorando al suo candidato e lo fa pensando a un giovane di 30 anni, molto conosciuto nella capitale: Pierluigi Diaco. «Sono sempre più convinto - spiega Baccini - dell’idea che si debba correre liberi e che vada fatto spazio ai giovani». Il giornalista imbarazzato replica: «Non me l’aspettavo. Se dovessi rispondere adesso direi di no. Non credo di essere all’altezza, ma se posso dare un contributo...».