La Polonia non cede sulla Costituzione Ue

Inutile il viaggio di Sarkozy a Varsavia

da Varsavia

La Polonia non ha nessuna intenzione di cambiare la sua posizione sul sistema del voto nell’Ue: lo ha detto ieri il presidente polacco Lech Kaczynski.
Il capo dello Stato, che è intervenuto a Gniezno (centro-ovest della Polonia) a un convegno ecumenico europeo da lui patrocinato, ha detto ai giornalisti che «non vi è ragione per cui la Polonia dovrebbe rimetterci più di tutti».
Kaczynski ha precisato che questa sarà la posizione che egli presenterà oggi al cancelliere tedesco Angela Merkel nel loro incontro in Germania, e anche agli altri partner europei.
Ieri pomeriggio è peraltro arrivato a Varsavia il primo ministro spagnolo Josè Luis Zapatero, il quale, però, si è incontrato solo con il premier Jaroslaw Kaczynski, che due giorni fa ha minacciato il veto polacco al vertice Ue della prossima settimana.
Secondo i media polacchi i colloqui di giovedì del presidente francese Nicolas Sarkozy con i gemelli Kaczynski a Varsavia non hanno portato a un mutamento della loro posizione in favore di un sistema di voto nell’Ue basato sul calcolo della radice quadrata della popolazione dei singoli stati (anziché il metodo della doppia maggioranza previsto nel testo attuale del Trattato costituzionale, cioè il 55% dei Paesi in rappresentanza del 65% della popolazione complessiva dell’Ue).