La Polonia le suona ai Gemelli diversi

Di certo a far ridere si prestano benissimo. Come Gianni e Pinotto, Billi e Riva, Ciccio e Franco, Crick e Crock, Spic e Span. Uno più basso dell’altro, uno più grasso dell’altro, tutte e due con la faccia da bambino, tutte e due con le rughe da vecchio. Al cinema ci sono arrivati a dodici anni, bambini prodigio nel film «I due che rubarono la luna». Ma adesso siamo alle comiche finali. Lech e Jaroslaw Kaczynski sono gemelli. Caso unico al mondo: il primo è presidente della Repubblica, il secondo primo ministro della Polonia. Identici se non fosse per il neo sulla guancia sinistra che distingue Lech da Jaroslaw, che è nato 45 minuti prima del fratello. Mamma Jadwiga da sempre preferisce Jaro, il mastino, a Lech, il bonaccione: «È lui la mente strategica della famiglia», sospira sognante. Ma forse lo dice solo perché, a differenza di Lech, Jaro vive ancora con lei e a 58 anni suonati per sua stessa ammissione non ha un conto in banca tutto suo e usa quello di mammà.
Crick e Crock pare abbiano le ore contate. Oggi trenta milioni di polacchi vanno al voto con due anni di anticipo sulla scadenza, e l’ultimo sondaggio non ha pietà dei gemelli: l’opposizione liberale di Donald Tusk avrebbe un vantaggio di ben 17 punti sul partito conservatore fondato nel 2001 dalla coppia. Praticamente una caporetto. Sarà però che indossano vestiti sempre troppo grandi, sarà che guidano auto sempre troppo grosse, ma in Polonia sono diventati degli eroi. Delle barzellette però. Quasi come Totti. «Che fanno i Kaczynski su un campo da tennis? Giocano a pallavolo...» Tanto per dirne una. Oppure: «Nel traffico di Varsavia un tassista si rivolge a un suo collega: “Ehi amico, lo sai che hanno rapito il presidente? Per liberarlo chiedono un miliardo di zloty, altrimenti lo cospargono di benzina e gli danno fuoco. Stiamo facendo una colletta: tu quanto dai?”, “Tre litri...”». Sarà che la crisi è nera, sarà che tira aria di batosta ma a prenderli in giro ci si sono messi un po’ tutti compreso l’autorevole settimanale Polityka che ha pubblicato, tra le risate generali, una rassegna delle migliori vignette satiriche sui Kaczynski. Tiratura record.
Il problema è che Crick e Crock sono permalosi, musoni, vendicativi e con il senso dell’umorismo di una mummia egizia. E i polacchi infieriscono: «Sai come hanno celebrato l’anniversario del governo Kaczynski? Con un minuto di silenzio...». Barzellette ma anche video. In uno i gemelli, il cui cognome in polacco ha la stessa radice del termine «anatra» (kaczka) si muovono come due anatroccoli che parlano a «qua qua qua». Poi uno dei due dice: «Okay, siamo da soli. Ora puoi parlare normalmente...».
Lech comunque non si arrende ai sondaggi e non si piega alle barzellette. Ha chiuso la campagna elettorale con due infuocati comizi nella discoteca «Hybrydy» e poi a Radio Maryja, il sacro e il profano. Ha promesso tolleranza zero contro la corruzione e un welfare finalmente più sano e più bello. Un successone clamoroso. Ridevano tutti fino alle lacrime...