Poltrone in pelle e champagne per il nuovo cinema a 5 stelle

Una prima visione da Dio. Unica in Italia, nasce al The Space Cinema Odeon, proprio al fianco del Duomo in via Santa Radegonda, la saletta Suite. Pareti foderate in tessuto damascato oro e arancio, bocchettoni dell’aria come oblò di un transatlantico, tende rigate della stessa nuance corallo, sottili cornicioni dorati, solo trentadue poltrone Frau in pelle chiara resistente a qualsiasi tipo di impatto - visto che siamo al cinema, Fantozzi direbbe, talmente bella da sembrare pelle umana! -, schienale che s’abbassa, appoggiapiedi che si alza, un bracciolo che si elimina a formare, per gli innamorati dello schermo e non solo, anche un divano. Il motto della Love Suite è: Non più spettatori, ma protagonisti. Più che visionari!
Lo schermo, coperto da una sottile lamina in argento per garantire la migliore delle visioni, è contornato da un una cornice che sembra un wengè e riceve il film da un megaproiettore i 3D digitale. «Non è un Nuovo Cinema Paradiso - commenta Giuseppe Corrado, presidente di The Space Cinema, citando la romantica pellicola da Oscar di Tornatore - ma posso confermare che la Suite è stata concepita in nove mesi come un bambino e costa centinaia di migliaia di euro!». Un biglietto: 20 euro, in cui sono compresi i benefit della sala accanto dove si respira uno splendore da Titanic senza naufragio. Arredamenti Cassina, dai divani al lampadario moderno con bull in vetro soffiato, in mezzo a specchi anni ’20 e una finestra rivolta alla Cattedrale, il bancone del bar si apre dietro un arco, per servire aperitivi e lunch raffinati - la Suite chiude all’una di notte - prima e dopo la proiezione.
«Elevare al top il rapporto con lo spettatore - dice Francesco Di Cola, responsabile Marketing di Space Cinema - è il nostro obiettivo. Sale simili a questa esistono nel Regno Unito e in Australia. Si chiamano Vip. Abbiamo scelto il nome Suite per far capire che qui può venire qualsiasi tipo di cliente che intende godere di uno spazio privato». Aziende e gruppi internazionali, soprattutto banche, sono già partiti alla riscossa per averla a scopo di meeting esclusivi, ma per ora la Suite dell’Odeon è a disposizione di una normale vedita di biglietti, non ancora on-line, ma all’antica, ovvero alla cassa, proprio per garantire una fruizione seppur magica ma semplice. Sarà varata il 4 novembre.
«La più moderna tecnologia di un proiettore con lampade a 6 mila watt in un ambiente d’eccellenza. Intendiamoa trasformare a trecentosessanta gradi il rapporto con lo schermo» racconta Giovanni Canepa, direttore generale di Space Cinema. Tra poco la Suite sarà prenotabile anche da privati che intendono spaziare nel più ampio campo del «visibile»: dal film delle proprie vacanze, alla registrazione della festa del compleanno del figlio, l’atteso derby, l’opera lirica, alla scelta dell’icona del cuore, come Il dottor Zivago. Alla fine delle fila di poltrone, un guardaroba come sul palchetto di un teatro, e la saletta proiezioni. Beh, un po’ di quel vecchio paradiso del cinema si respira tra gli scatoloni semiaperti e la spiegazione di Fernando Moro, il proiezionista brasiliano che ha iniziato con le antiche pellicole e ha il volto di un personaggio di Moby Dick. Nella Suite di questo transatlantico sembra che tutto possa diventare possibile anche passare dall’essere spettatori a registi. La settima arte sonda acque nuove. Intanto scorre sullo schermo l’ultima avventura di Tin Tin di Steven Spielberg. Un veliero tra le onde sembra venirci addosso, tanto il 3D e nitido, come il treno delle prime pellicole, più di cent’anni fa, sembrava investire gli spettatori! La magia riprende.