POLVERE E POLVERONI

Un conto è la polvere e un conto è il polverone. Sembra un gioco di parole da Settimana enigmistica, ma è la fotografia di quello che sta succedendo in città negli ultimi giorni.
E’ bastata la tragica morte di una brasiliana in un drammatico coca-party a casa dell’attore Paolo Calissano ad Albaro, poi arrestato - di cui vi abbiamo raccontato ieri tutti i particolari nella cronaca nazionale e su cui torniamo oggi sia in nazionale sia in queste pagine - per far diventare Genova la «capitale della cocaina». Liste di proscrizione di zone e locali dove è possibile trovare la polvere bianca, amarcord su tutte le inchieste degli ultimi dieci anni, sussurri e grida su vip e mezzi vip che farebbero uso di droga, paralleli con la vicenda di CocaKate Moss, testimonianze tardive e pure esultanza postuma: «Lo sapevamo, era ora...».
Ora, è possibile che qualche genovese faccia uso di polvere bianca; è molto possibile che qualche genovese del mondo dello spettacolo o di quei mondi in cui bisogna sempre vivere a qualche battito al secondo più del lecito ne abusi; è certo che una giovane donna morta a casa di un attore di soap faccia molto notizia. Sono storie di miseria umana. Ma da qui a dipingere Genova come una città di cocainomani ce ne passa.
La nostra è una città che ha molti difetti. Anzi, moltissimi. Una città spesso ripiegata su se stessa, incapace di affacciarsi alla realtà cambiata, che vive di ricordi, dove c’è un blocco di interessi fortissimo e trasversale, che va oltre la politica e oltre le classi sociali. Una città dove il fordismo è un ricordo ma non viene superato da qualcosa di meglio; dove imprenditori e camalli spesso operano e colpiscono insieme; dove il gattopardismo è un credo mai professato, ma elevato a ragione di vita; dove spesso la gerontocrazia vince su tutto. Ma non è - assolutamente non è - una città di cocainomani.
Se poi serve alzare un polverone sulla polvere per nascondere gli altri problemi di una città che è sì in crisi d’astinenza - ma di idee, di fantasia e di personalità forti - questa è un’altra storia.