«Le polveri sottili sono micidiali»

«Tutte le malattie, anche l’influenza, hanno effetti più pesanti nei luoghi dove c’è molto smog»

Andrea Fontana

«A Milano un tumore ai polmoni su tre sarebbe evitabile se le persone colpite non vivessero in un’area con questi livelli di emissioni inquinanti». Evitabile, cioè, in una città con una media di polveri sottili di 10 microgrammi al metro cubo, rispetto al capoluogo lombardo che viaggia intorno ai 65. Lo dice chiaro e tondo Paolo Crosignani, epidemiologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori, dai colleghi definito un «opinion leader» in materia.
Si chiama rischio attribuibile, la valutazione del rapporto tra un fattore nocivo come le polveri sottili e i decessi per tumore: le cifre presentate da Crosignani in un workshop in corso al San Carlo dicono che le sostanze inquinanti sono responsabili del 33,7 per cento dei quasi mille casi di cancro al polmone che si verificano a Milano in un anno. Non uniche responsabili sia chiaro. «C’è anche da dire che c’è sempre un concorso di fattori - aggiunge l’epidemiologo -: è noto ad esempio che il 90 per cento dei tumori al polmone si potrebbe evitare se non si fumasse».
Il nuovo allarme smog che viene dall’istituto ospedaliero non riguarda solo il cancro ai polmoni: gli studi evidenziano una crescita della mortalità per tutte le cause in corrispondenza di un aumento di polveri sottili. Uno studio Misa, sugli effetti dello smog, parla di aumento della mortalità dello 0,3 per cento per ogni incremento di dieci microgrammi di polveri sottili. A farne le spese, innanzitutto, chi è già in stato di salute precario (ad esempio cardiopatici, enfisematosi e persone che soffrono di difficoltà respiratorie), ma non mancano gli effetti a lungo termine che peggiorano la salute di tutta la popolazione, rendendola più facilmente bersaglio di malattie, da quelle più importanti a quelle più banali. «Se ho una forma influenzale con disturbi alle vie respiratorie e vivo in un luogo non molto inquinato, la cosa si risolve in un paio di giorni - spiega Crosignani -, altrimenti l’infiammazione è prolungata». Polveri sottili e salute, nemiche accertate. E a Milano, dove il 75 per cento delle emissioni nocive è dovuto alle automobili mentre il restante 15 per cento è causato dal riscaldamento, sul banco degli imputati vanno di nuovo le amministrazioni pubbliche e i loro interventi su traffico e mobilità. Apprezzata dai professori riuniti al San Carlo, la messa al bando dei mezzi senza filtri antinquinanti, che è stata annunciata per il 2007 dalla Regione Lombardia.
Ma al Comune si chiede di fare di più: «Da quando l’Arpa ha corretto i dati nell’autunno dello scorso anno, non si può più dire che l’inquinamento a Milano sia in diminuzione - conclude Crosignani -: nel 2005 si sono già registrati oltre 135 superamenti rispetto alle soglie consentite di polveri nell’aria».