Polverini «minaccia» i precari: vi assumo

Non ci sarà l’assessore alla Sanità nell’eventuale giunta Polverini. «Questa è una regione in cui la sanità è commissariata, quindi, dopo le elezioni, ci sarà ancora il commissario e non l’assessore», ha annunciato ieri la candidata del Pdl alle Regionali a margine di un incontro con Confesercenti. Polverini non ha voluto anticipare la decisione di assumere lei stessa il ruolo, come fece Piero Marrazzo, anche se i presupposti ci sono tutti: «Della sanità ho intenzione di occuparmene personalmente», assicura. Così come Polverini ha garantito di occuparsi personalmente, se eletta, anche della stabilizzazione dei precari della sanità, rispondendo all’allarme lanciato dal coordinamento dei precari-esternalizzati dei Cobas, che nel corso della sua visita al policlinico Umberto I le hanno consegnato un documento con su scritto: «Al Policlinico da 25 infermieri delle cooperative Osa che eravamo nel 2000, siamo arrivati a 500 operatori tra infermieri e ausiliari, con la spesa di 17 milioni l’anno. Saremo la sua spina nel fianco fino a quando verremo tutti assunti». «La mia è una minaccia - ha risposto con una battuta Polverini - vi stabilizzerò tutti. Potete venirmi a cercare, perché non farò blindare gli ingressi come qualcuno ha fatto...». Accompagnata dal rettore della Sapienza, Luigi Frati, dai parlamentari del Pdl Cesare Cursi, Domenico Gramazio e Fabio Rampelli, Polverini ha visitato alcuni reparti del grande nosocomio universitario: pronto soccorso, cardiologia, pediatria e ostetricia. «Il policlinico Umberto I ha bisogno subito di una ristrutturazione edilizia - la conclusione tratta da Polverini - . Abbiamo visto strutture rinnovate con il concorso di fondazioni private in cui serenamente si possono accogliere le persone che hanno dei bisogni. Ma abbiamo visto anche lavori di ristrutturazione che sono addirittura fuorilegge, come un reparto in cui si stanno costruendo stanze senza i bagni che la legge impone. Insomma una realtà completamente in distonia tra le varie strutture».