Per la Polverini partenza lanciata: «A gennaio laboratorio per il Lazio»

Renata la «tosta» stavolta non piange, ma sorride, sempre. Tiene a bada l’emozione con lo sguardo fisso in avanti e le braccia incrociate, quasi a proteggersi dalla ressa di flash e telecamere, pacche e complimenti. La sala Nassirya, sede ieri pomeriggio della sua investitura ufficiale, sembra un vagone della metropolitana all’ora di punta: «Ho avuto una vita non facile - esordisce lei - ma se la scelta è caduta su di me è perché ho un profilo preciso, sono concreta e comprensibile. Ho fatto solo una cosa finora, con impegno e soddisfazione». E ora è pronta a cambiare capitolo, a diventare il primo governatore donna del Lazio, dopo essere stata la prima leader sindacale d’Europa e la più giovane d’Italia in assoluto. Un record dietro l’altro, un profilo scolpito nel merito.
Accanto alla Polverini siede mezzo stato maggiore del Pdl, nazionale e locale: Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Piso e Alfredo Pallone, oltre al sindaco Gianni Alemanno. In platea arrivano due ministri, Ignazio La Russa e Altero Matteoli. Silvio Berlusconi le ha fatto gli auguri per telefono, lei ringrazia il premier ma non dimentica Gianfranco Fini. Poi parla del programma: «A gennaio daremo vita a un vero e proprio laboratorio, aprendo dei tavoli dove ciascuno potrà trovare un suo spazio. Il programma sarà pronto entro la fine del prossimo mese e non avrà 50 o 60 punti, ma solo poche priorità chiare. Ci dobbiamo occupare di lavoratori, di donne e uomini, ma soprattutto di giovani, che devono convincersi che vale la pena vivere in questa regione». Poi annuncia il primo appuntamento in agenda: «Dopo le vacanze presenteremo la lista civica del presidente, a cui chiunque potrà contribuire. Non avrà al suo interno candidati con una storia politica».
Capitolo alleanze: quanto è vicino l’Udc? «Hanno detto che prenderanno la decisione sulla base dei programmi - risponde un po’ evasiva la leader dell’Ugl, comunque fiduciosa - vedremo quale li convincerà di più». Il coordinatore regionale Vincenzo Piso è più netto: «L’alveo naturale dell'Udc è il Pdl. A maggior ragione perché la Polverini darà grande enfasi alla famiglia». E Maurizio Gasparri ribadisce il concetto con cautela: «Credo che sul piano dei valori questa candidatura possa rendere possibile un accordo, ma penso che più si tira la giacca e maggiore è il rischio di incomprensioni».
Da tutto il centrodestra arrivano commenti carichi di entusiasmo. Il senatore Stefano De Lillo ricorda che «i cittadini apprezzano il Pdl perché non pensa solo a vincere, ma vuole vincere per governare bene e Renata Polverini ne è la sintesi perfetta». Il consigliere regionale Romolo Del Balzo è invece sicuro che «fin dal più lontano dei comuni del Lazio verrà sostenuto un candidato che parla alla gente di cose concrete». Le quali coincidono con una rottura con il passato, senza che questa diventi però un'ossessione: «Se le troverò - promette la Polverini - non ho interesse a smantellare le cose buone che l'attuale Giunta ha fatto. Di sicuro nel Lazio c'è grande voglia di riscatto. La mia sarà una battaglia sui temi, non accetterò provocazioni, dobbiamo innanzitutto restituire dignità alla politica». Ecco perché la candidata del Pdl è a caccia di volti nuovi, persone competenti in grado di intervenire sulle zone buie create da Marrazzo, dalla sanità ai rifiuti, passando per i trasporti. «Ma siamo già pronti a partire», si congeda Renata «la tosta», con il sorriso di chi non ha nessuna paura di mettersi in gioco.