Polverini in «pole» ma spunta Tajani

Quando pochi giorni fa la leader nazionale dell’Unione generale del lavoro Renata Polverini è stata definita candidata in pectore per il Pdl alle elezioni regionali dal coordinatore del Lazio e deputato del Pdl, Vincenzo Piso (ex An) la cosa non è andata giù a molti ex azzurri capitolini. Tanto che in molti hanno ritirato fuori il nome dell’europarlamentare Antonio Tajani. Un toto-nomine che però, spiegano dal partito, non dovrebbe far slittare la decisione dei vertici nazionali del Pdl: il nome potrebbe uscire dunque entro una settimana.
Nonostante l’apertura del premier Silvio Berlusconi che aveva definito la Polverini una candidata «eccellente», e le parole entusiastiche del sottosegretario Francesco Giro, i forzisti romani temono che avere sindaco e presidente della Regione, entrambi di area ex An, sia troppo. E che questo potrebbe alterare gli equilibri romani e regionali di un partito che se conta tanto a livello nazionale, anche a livello locale, in una delle regioni chiave italiane, vorrebbe valere di più.
Ieri è stato lo stesso Giro a correggere il tiro: «Quando lanciavo la candidatura della Polverini ho sempre detto che se Forza Italia avesse dovuto esprimere un candidato questo sarebbe stato Tajani e lo dicevo quando Tajani stava comodamente sulla poltrona di commissario europeo. Antonio Tajani conosce come pochi il territorio e noi dobbiamo candidare un uomo del territorio».
Il sottosegretario ai Beni culturali ha poi ricordato: «A maggio ho proposto la candidatura di Renata Polverini sulla quale tutto il centrodestra si è riconosciuto. Successivamente ha emersa la questione di D’Alema che potrebbe essere indicato come nuovo ministro degli Esteri dell’Unione europea, e vicepresidente della Commissione europea».
Questo cambio di scenario «determina come conseguenza immediata il ritorno in Italia di Tajani. Questa è ancora un’ipotesi, dobbiamo ancora lavorarci». Il nome di Tajani tornerebbe in auge perchè se l’incarico fosse assegnato a D’Alema questo comporterebbe il decadimento di Tajani, in quanto le cariche europee non possono avere più di un rappresentante a Paese.
In ogni caso, assicurano gli ex azzurri più degli ex An, il nome non tarderà ad uscire. Un appello all’unità viene intanto dal vice coordinatore regionale del Pdl nel Lazio ed europarlamentare, Alfredo Pallone e dal coordinatore romano e deputato Gianni Sammarco.