La Polverini sui ministeri "Intervenga Napolitano" Alemanno: "Una boiata"

Dopo la richiesta della Lega il governatore del Lazio avvia la raccolta firme e ribadisce: "Intervenga il Capo dello Stato". Il sindaco di Roma: "Mozione subito in parlamento per difendere la Capitale". Cicchitto assicura: "Al Nord solo uffici di rappresentanza"

Roma - "Non ho dubbi che nelle prossime ore ascolteremo una ferma presa di posizione del capo dello Stato" ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, commentando a caldo le dichiarazioni del leader della Lega, Umberto Bossi, da Pontida, in particolare in merito alla secessione e allo spostamento dei ministeri al Nord. "I 150 anni che stiamo festeggiando e che vedono una grande partecipazione di popolo - ha aggiunto Polverini a margine dell’Infiorata di Genzano, dedicata all’Unità d’Italia - sono l’esempio di quanto questo Paese si riconosca nel valore dell’Unità, di quanto creda che la forza dell’Italia derivi dall’essere uniti". Secondo Polverini, il presidente Napolitano "tiene molto non tanto ai festeggiamenti, ma a un Paese che, pur con le sue diversità, e anche in un percorso di federalismo, non deve mai dimenticare che per l’unità tante persone hanno perso la vita, e tanti anzi lavorano perchè questa unità cresca. Ci aspettiamo dunque - ha concluso la governatrice del Lazio - ma sono sicura che non mancherà una presa di posizione importante come quella del presidente della Repubblica".

La raccolta firme "Ribadisco - ha aggiunto - che da domani avvierò anche io una raccolta di firme, perché mi pare la Lega l’abbia confermata, insieme a chiunque voglia collaborare e abbia a cuore il destino della nostra regione e del nostro Paese. Io - ha aggiunto la governatrice del Lazio - sono animata da forte spirito democratico: se oggi la Lega vuole consultare il popolo noi abbiamo il dovere di fare altrettanto. Da domani - ha concluso - saremo operativi".

Stop di Alemanno "Bisogna subito votare in parlamento una mozione chiara che interpreti ciò che è scritto sulla Costituzione: la Capitale è Roma, non è possibile mettere in discussione questa realtà, i ministeri non si possono spostare. Se il governo tiene bene se cade ne prenderemo atto" ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno durante lo speciale de La7 su Pontida. "Per mantenere un governo non si può sacrificare una capitale. Non si può più dire che sono solo buffonate, che hanno esagerato perché stavano a Pontida. Si è andati troppo oltre il limite". Il giudizio del sindaco di Roma è netto: "Bisogna uscire da questa situazione, ma mi sa che ora ci vuole uno scontro. La maggioranza degli italiani crede nell’Italia, in Roma Capitale. Lo abbiamo visto nelle celebrazioni per i 150 anni". Alemanno sottolinea che la proposta dello spostamento dei ministeri al Nord "è una boiata" e che quello che si vede a Pontida "è il mondo di una minoranza", non di tutti i cittadini del Settentrione.

Il Pdl minimizza Nella polemica entra anche il Pdl. Fabrizio Cicchitto prova a smorzare i toni e assicura che i ministeri resteranno a Roma, così come previsto dalla Costituzione. Secondo il capogruppo del Pdl alla Camera, "per ciò che riguarda i ministeri abbiamo già rilevato che essi non possono non rimanere collocati a Roma secondo il dettato costituzionale mentre invece possono avere sedi distaccate e decentrate di rappresentanza. Bisogna lavorare su questi altri temi in modo positivo senza radicalizzare in un senso o nell’altro le posizioni. Bossi ha affermato nel suo intervento che non vuole certamente mettere in crisi il Paese - conclude Cicchitto - che intende evitare una vittoria delle sinistre e che mantiene una posizione costruttiva nei confronti di Berlusconi".