«Via Poma», il condominio dice no alla fiction

Via Poma, ciak si gira. A vent’anni esatti da quel delitto che ancora fa discutere l’Italia, diventa un film tv per la prima serata di Canale 5, con Roberto Faenza dietro la macchina da presa e Silvio Orlando nei panni dell’investigatore, la brutta storia della ventenne Simonetta Cesaroni, straziata da 29 coltellate il pomeriggio del 7 agosto nelle stanze deserte di un ufficio del quartiere romano di Prati. E non mancano le polemiche: dopo quella con i legali di Busco che nei giorni scorsi si sono detti pronti a bloccare il film, quella con il condominio di Via Poma che all’ultimo momento avrebbe negato il permesso di girare all’interno. Il regista è sdegnato: «Cose che mi lasciano sgomento - dice - dovrebbero essere contenti del nostro contributo». Un caso tutto sommato irrisolto, fa notare il produttore Pietro Valsecchi della Taodue, anche se c’è un colpevole, Raniero Busco, che allora era il ragazzo di Simonetta e che a gennaio di quest’anno è stato condannato in primo grado. Via Poma come l’Italia: «Per noi è un po’ una metafora del Paese, dove le verità non arrivano mai», dice Valsecchi. Per questo, spiega, è stato deciso di farne un film. Film «complicato e difficilissimo», sottolineano insieme produttore e regista, che già prima di cominciare ha subito attacchi e «pressioni». Di certo quella di Simonetta Cesaroni è una storia popolare, sottolineano d’accordo con lo sceneggiatore Antonio Manzini, e anche «una storia di malagiustizia», con vent’anni di «indagini costellate di errori».
Mora e riccioluta come lo era la giovane segretaria di Via Poma, sarà la giovane Astrid Meloni ad impersonare la vittima. Si chiude il 12 settembre, nel 2012 la messa in onda.