Pomigliano di prepara alla ripartenza, in Brasile al via la fabbrica della Uno

Più soldi in busta paga per gli operai dell'impianto campano. La Uilm attacca la Fiom

Fine 2010 e inizio 2011 senza pause per Sergio Marchionne. Volato a Toronto, dalla madre, per il Natale dopo la sofferta definizione dell’accordo su Mirafiori, da ieri l’amministratore delegato della Fiat è in Brasile dove oggi, presenti la massime autorità sudamericane, darà il via ai lavori del nuovo complesso industriale di Suape, nello Stato di Pernambuco: 1,3 miliardi di euro investiti, dei 4,4 destinati tra il 2011 e il 2014 al Paese, per produrre 200mila veicoli (la nuova Uno) e dare lavoro, a regime, a 3.500 persone. Al rientro, dopo Capodanno, Marchionne e il presidente John Elkann saranno il 3 gennaio in Borsa, a Milano, per salutare il debutto nel listino di Fiat Industrial. Per il Lingotto, dunque, l’anno nuovo comincerà con un evento di portata storica. Tempo qualche giorno e Marchionne rivolerà oltre l’Atlantico per il «Chrysler-day», lunedì 10, all’Auto Show di Detroit.
Il tutto, ovviamente, senza perdere di vista il lento avanzamento di «Fabbrica Italia» e l’appuntamento con il referendum tra i dipendenti di Mirafiori programmato per la metà di gennaio.
Oggi, intanto, torna alla ribalta Pomigliano. Fatto l’accordo nei mesi scorsi e costituita la newco, ora si tratta di pianificare la ripartenza dello stabilimento che produrrà la nuova Panda. All’ordine del giorno dell’incontro tra la delegazione Fiat e i sindacati (tranne la Fiom) c’è la stesura del contratto che disciplinerà il funzionamento dell’impianto. Interessati sono circa 4.600 lavoratori, compresi quelli che hanno votato «no» al referendum dello scorso giugno. Le parti discuteranno sulle norme che sono state condivise dall’accordo separato del 15 giungo: salario, orari, scatti di anzianità e diritti sindacali. Il testo, fanno sapere i sindacati firmatari dell’intesa, con tutta probabilità sarà chiuso entro venerdì e risulterà migliore del contratto nazionale dei metalmeccanici. Tra i punti più interessanti per gli operai campani, ci sono gli aumenti di 30 euro mensili per gli addetti al montaggio inseriti nella nuova categoria denominata «3ª Erp» e la compensazione di 32,50 euro, sempre al mese, riferita alla riduzione delle pause: da tre stop per complessivi 40 minuti si passerà a tre di 10 minuti l’uno, oltre all’intervallo per la mensa che resta immutato (30 minuti infraturno). Solo i sindacati firmatari dell’accordo (Fim, Uilm, Fismic e Ugl), inoltre, potranno nominare propri rappresentanti all’interno dell’azienda. Il modello Pomigliano, una volta chiuse queste pratiche, dovrebbe fare da apripista alla nascente Newco di Mirafiori. «Sono convinto - afferma Gerardo Giannone (Rsu Fim) - che potremo festeggiare l’anno che verrà con la certezza di un rapido ritorno al lavoro: 30 mesi di cassa integrazione sono stati durissimi». «A questo punto - commenta Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm, riferendosi alla Fiom - non siamo più disposti a tollerare altre organizzazioni sindacali che continuano a lucrare sulle rendite del nostro lavoro contrattuale».