Pompe funebri: scoperto un crac da 13 milioni

Sono Mario Sciannameo e Riccardo D’Antoni, amministratore delle imprese di pompe funebri La Varesina srl e Sofam il primo, titolare del Gruppo Varesina Sofam il secondo, i due indagati con l’accusa di bancarotta fraudolenta protagonisti delle perquisizioni effettuate ieri da parte della Guardia di finanza e volte a far luce su un crac delle due società per un totale di 13 milioni di euro.
Secondo il procuratore aggiunto Francesco Greco e il pm Mauro Clerici avrebbero compiuto operazioni finanziarie non giustificate e trasferito importanti assets, attraverso alcuni contratti di cessione di ramo d’azienda a dipendenti e familiari ancora da identificare, per sottrarre il proprio patrimonio alle istanze dei creditori. Entrambi erano già rimasti coinvolti nell’inchiesta del pm Grazia Colaciccio sul racket delle pompe funebri che aveva portato, nel 2009, al rinvio a giudizio di 61 persone, tra imprenditori e infermieri, che si sarebbero spartiti illecitamente il mercato delle salme. Questo processo è ancora in corso e non è ancora arrivato a giudizio.