Pompelmo e medicine, un mix da evitare

Il pompelmo fa bene? Sì, ma non sempre. Se la cultura popolare elogia questo frutto per le sue proprietà digestive e ritiene che possa aiutare le funzioni del fegato e della cistifellea, la farmacologia oltre ai benefici, ne evidenzia anche alcuni rischi in relazione soprattutto con i farmaci assunti contemporaneamente. Lo rende noto un articolo dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che, pur non sminuendo le qualità del pompelmo, ricco di vitamine e di oligoelementi e particolarmente utilizzato durante l'estate come bevanda rinfrescante, ricorda che questo frutto è in grado di inibire l'attività di alcuni enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci. Nella maggior parte dei casi, il risultato è un aumento della tossicità del farmaco con conseguenti effetti collaterali, a volte anche seri. Finora sono stati individuati circa 30 farmaci, appartenenti a diverse categorie terapeutiche, che interagiscono con il succo di pompelmo come, ad esempio, alcuni medicinali antiaritmici, antibiotici, antistaminici, ansiolitici, statine, neurologici e chemioterapici. Ad ogni classe si associano specifici effetti collaterali: alcuni dei quali sono aritmia, tachicardia, diminuzione della performance psicomotoria, cefalea, insufficienza epatica e renale, sonnolenza, nausea, depressione respiratoria. Attenzione a cosa si beve anche con medicinali come il Diazepam, il Progesterone, il Metadone, il Sildenafil (il principio attivo a base del Viagra) il tadalafil (principio del Cialis) e la Carbamazepina.