Pompieri e volontari: una pioggia di reazioni

L’articolo titolato «Ai vigili del fuoco niente straordinari», da noi pubblicato domenica 5 agosto, ha provocato reazioni e richieste di precisazioni. Ecco tre lettere da noi ricevute.
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Corre l’obbligo, da parte della scrivente direzione regionale dei VV.F. del Lazio di rappresentare alcune precisazioni circa il denunciato ritardo del pagamento al personale VV.F., impegnato nella campagna boschiva 2006, delle ore straordinarie prestate dal medesimo personale. Il ritardo registrato nel pagamento, purtroppo, è frutto esclusivo delle nuove procedure tecnico-contabili fissate con l’introduzione dei tetti massimi annuali alle riassegnazioni di ogni ministero, previsti dalla legge finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311) e successivamente confermati e posti a regime dalla legge finanziaria 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266). In concreto, con l’applicazione della citata norma, sono stati oggetto di monitoraggio e di limitazione le risorse affluenti a capitoli di spesa per redditi da lavoro dipendente (retribuzioni fisse ed accessori), anche a seguito delle convenzioni con gli enti locali. Questo pesante vincolo quantitativo ha determinato pertanto negli scorsi esercizi 2005 e 2006 la mancata riassegnazione di importanti risorse ed ha indotto l’amministrazione a ricercare soluzioni, anche parziali, per fronteggiare il verificarsi di tali esiti negativi. Il quadro normativo sopradescritto ha ricevuto, però, un importante elemento di novità dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge Finanziaria 2007), che svincolando dai limiti citati le convenzioni stipulate dal ministro dell’Interno e, per sua delega, dai prefetti con le regioni e gli enti locali, ha permesso appunto il pagamento di parte degli arretrati. Un’ultima precisazione è doverosa farla riguardo alle supposte responsabilità da parte della direzione della protezione Civile della Regione Lazio, alla quale nessun addebito può essere mosso in questo senso e con la quale sussiste invece un proficuo rapporto di collaborazione, confermato dalla recente stipula della convenzione antincendi boschiva per l'anno 2007. Si prega, quindi, di voler pubblicare le precisazioni su esposte, per un giusto diritto di cronaca, proprio per non correre il rischio di strumentalizzazioni a discapito della verità.
Direttore regionale dipartimento dei Vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile
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Gentile direttore, la pregherei di consentirmi alcune precisazioni. Ovviamente non tocca a me entrare nel merito dei rapporti interni al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ed alle vicende amministrative. Dal 9 giugno 2007 stiamo affrontando una delle estati più difficili degli ultimi anni, come le vicende di cronaca nazionale stanno purtroppo a testimoniare. Nel Lazio fino alla fine di luglio sono stati affrontati circa 4mila incendi e abbiamo difeso il nostro territorio strenuamente, con grandi difficoltà ma con esiti finora positivi. Ciò è stato possibile grazie alla forte integrazione tra le forze istituzionali, in primo luogo i Vigili del Fuoco ma anche il Cfs, le forze dell’ordine, il sistema delle autonomie locali e la grande, generosa, insostituibile azione del volontariato. Nei mesi invernali ci siamo preparati a questa sfida promuovendo corsi di formazione per i volontari che hanno avuto il contributo prezioso dei Vigili del Fuoco con l’intenzione di avvicinare sempre più i due fondamentali elementi per l’intervento. Abbiamo acquisito nuovi mezzi e attrezzature per entrambi. I volontari sono stati dotati di vestiario ed equipaggiamento per poter lavorare in sicurezza accanto ai colleghi professionisti. Questo è lo sforzo comune. Aprire rivalità danneggerebbe tutti. Una ultima notazione: i volontari non possono essere retribuiti dalla Regione e, quindi, non lo sono.
Maurizio Pucci
Direttore Protezione Civile Regione Lazio
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L'articolo «Niente soldi per i vigili del fuoco capitolini» merita a nostro avviso alcune brevi considerazioni, nonché importanti doverose precisazioni. 1) Consideriamo puerile e fuorviante dirigere un contenzioso amministrativo esistente tra Regione Lazio e una categoria, peraltro esigua, di pompieri (tre distaccamenti che non raggiungono le 20 unità di personale) verso una polemica nei confronti del mondo del volontariato, proponendone ai lettori una immagine distorta e non veritiera. 2) È assolutamente falso che i volontari prendano soldi per l’attività di vigilanza e di intervento che viene organizzata per la prevenzione e l’abbattimento degli incendi boschivi. La prestazione dei volontari è, infatti, assolutamente gratuita. Le risorse regionali, peraltro insufficienti a coprire le necessità, vengono utilizzate per l’acquisto di attrezzature, per le assicurazioni dei mezzi utilizzati, per il rifornimento e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi. 3) I pompieri che sostengono di aver dovuto «salvare» i volontari dovrebbero citare episodi precisi e circostanziati. Tutti hanno bisogno di imparare e tutti possono fare errori. Ma porre l'argomento come lo hanno posto i pompieri è sicuramente la maniera più sbagliata di risolvere i problemi nella cooperazione tra le differenti realtà che lottano contro gli incendi. 4) La scelta di incaricare i pompieri dell’addestramento dei volontari è discutibile. Ricordiamo al riguardo che le vigenti disposizioni in materia di tutela del patrimonio boschivo dagli incendi affidano al Corpo Forestale dello Stato il compito tecnico di coordinamento, di monitoraggio e di supervisione.
Associazione Oikos