A Ponente Alassio guida i Comuni meno «esosi»

Pietra Ligure è la più indulgente con gli automobilisti: solo 245.000 euro entrano in cassa grazie alle contravvenzioni Diano Marina non dà cifre

Federica Pelosi

Parte da Alassio la campagna contro le multe. Che, come ogni estate, quando la popolazione ligure aumenta in maniera esponenziale con l'arrivo dei turisti, contribuiscono a rendere le vacanze un vero e proprio salasso. Ma non ad Alassio. Almeno non più. Il sindaco della cittadina ponentina ha infatti invitato la polizia municipale a chiudere un occhio di fronte a piccole infrazioni del Codice della Strada - quali fanalini rotti, assicurazioni scadute o parcheggi irregolari ma non tali da recare disturbo alla circolazione -, esortandola ad occuparsi di attività più importanti per il mantenimento dell'ordine pubblico. Invito che, nel giro di pochi giorni, ha trasformato il primo cittadino in primo paladino degli automobilisti. Oltre che in primo amministratore disposto a rinunciare a un utile introito per le casse comunali pur di non prosciugare il portafogli di cittadini e turisti. Un'eccezione, stando al comportamento dei suoi colleghi delle città vicine che non hanno mostrato intenzioni simili. Dopotutto, le multe costituiscono per i Comuni comode entrate, che incidono positivamente sui loro bilanci. Dove più, dove meno.
Facendo una verifica sui Comuni del Savonese, è Albenga ad assicurasi il record di guadagni derivanti da multe. I dati del 2004 parlano di 12.885 contravvenzioni in tutto per un incasso pari a circa 700.000 euro e un'incidenza sul bilancio finale pari al 2,99 per cento. Più di Alassio, dove gli introiti derivanti da multe sono pari a 326.000 euro, pari all’1,7 per cento. «Non si può paragonare la nostra città con Alassio o con le località vicine - precisa Sergio Ravera, assessore alla viabilità di Albenga -. Innanzitutto perché Albenga è ben più grande e popolata: 24mila abitanti circa. E poi perché le strade ingaune si estendono per ben 300 Km, al contrario di Alassio che è attraversata dall'Aurelia e poco più. Prendere questi dati in senso assoluto non è dunque del tutto corretto». Prendendo allora in considerazione anche fattori quali estensione di un Comune e popolazione, bisogna dire che nemmeno la piccola Laigueglia - 2.200 residenti appena che però si quadruplicano d'estate - ci va per il sottile. È 94.000 euro la cifra che si riferisce alle entrate derivanti da multe che, su un bilancio totale pari a quattro milioni e mezzo di euro, dà una percentuale pari al 2,04.
A scendere, troviamo Finale Ligure con i suoi 300.000 euro di multe (l'1,67 per cento delle entrate totali) - «colpa della difficile viabilità nella zona della spiaggia del Malpasso», si affretta a precisare il comandante della Polizia municipale - e Pietra ligure con circa 245.000 euro sborsati dagli automobilisti (1,34 per cento). A detenere il record del maggior numero di contravvenzioni comminato in un anno è Loano con le sue 15.161 multe per un incasso pari a poco più di 441.000 euro e un'incidenza del 2 per cento sul totale delle entrate comunali. «Rispetto al 2004, quest'anno abbiamo però fatto circa 2.700 contravvenzioni in meno - precisa l'assessore loanese Luca Lettieri -. Merito della nostra campagna di prevenzione e di una maggiore tolleranza verso situazioni ritenute non a rischio». Spostandosi più a ponente, il comandante dei vigili urbani di Diano Marina, Daniela Bozzano, precisa: «Basta con questa storia secondo cui si fanno troppe multe che servono solo per rimpinguare le casse dei Comuni. I vigili non sono esattori degli enti comunali. Che, oltretutto, per legge devono reinvestire quei fondi per quelle migliorie necessarie a una più fluida circolazione stradale. Il dato relativo all'ammontare delle multe non è importante: importante è l'attività che quotidianamente svolgono i vigili a tutela dell'ordine pubblico». Ma i dati non li da.