Ponte crollato, 5 i morti A rischio anche Brooklyn

Minneapolis (Usa)

Si cercano i corpi delle vittime e scoppiano le polemiche dopo il crollo del ponte autostradale che mercoledì ha provocato a Minneapolis decine di feriti ed un numero ancora imprecisato di morti. I soccorsi procedono a rilento: finora sono state identificate quattro vittime, due donne di 60 e 32 anni e due uomini di 36 e 29 anni. Una quinta vittima è stata recuperata dalle macerie, e i feriti ancora ricoverati negli ospedali sono 24, di cui 5 in condizioni critiche. I dispersi sono ancora 8, tra cui una giovane donna, incinta di cinque mesi, e la figlia di soli 2 anni. Le ricerche potrebbero continuare fino a martedì.
Nelle acque torbide del fiume sono state individuate decine di auto affondate, ma la scarsa visibilità e la presenza delle macerie rendono molto difficile per i sommozzatori riuscire a raggiungerle. Secondo il quotidiano di Minneapolis «Star Tribune» il ministero dei Trasporti già lo scorso inverno aveva individuato nel ponte gravi difetti strutturali ed intendeva rinforzarlo con placche d’acciaio, ma il timore che i lavori potessero indebolire la struttura fece rimandare il progetto. Nel frattempo si riparava il manto stradale, tanto che 4 delle 8 corsie del ponte erano chiuse al momento del crollo. «Pensammo di aver fatto tutto il possibile», ha dichiarato Dan Dorgan, ingegnere capo dell’amministrazione del Minnesota, «ma qualcosa è andato drammaticamente storto».
Ieri a Minneapolis è arrivata la first lady Laura Bush, mentre il presidente è atteso per oggi. Intanto dai dati del ministero dei Trasporti emerge che negli Stati Uniti il 12% dei 607.363 ponti avrebbe «carenze strutturali» come quello di Minneapolis: 70.000 ponti tra cui quello di Brooklyn a New York. Ripararli tutti però costerebbe 188 miliardi di dollari.