Ponte dell’Industria nel degrado

Cartoline per Veltroni da Ponte dell’Industria, quartiere Magliana: cumuli di rifiuti abbandonati sugli argini del Tevere, siringhe, calcinacci, escrementi di animali e topi morti lungo la pista ciclabile. Uno scenario davvero desolante, per i turisti che si affacciano sul ponte di ferro per ammirare il fiume della capitale. Eccola, l’altra faccia di Roma, quella che abbiamo potuto documentare, ieri, nel corso di un sopralluogo organizzato dal capogruppo di An alla Provincia, Piergiorgio Benvenuti. «I lavori di restauro di Ponte dell’Industria sono terminati a settembre scorso - ricorda Benvenuti - ci aspettavamo che comprendessero la riqualificazione dell’intera area, ma così non è stato, nonostante le nostre sollecitazioni. Oggi abbiamo trovato discariche a cielo aperto, baracche realizzate attorno ai pilastri del ponte, scarafaggi, perfino la carcassa di una pecora dentro il Tevere». Nascosti tra le sterpaglie, nuovi insediamenti abusivi. Sospesi pure i lavori di smaltimento della “nave della libertà”, una vecchia liberty della seconda guerra mondiale che si era parzialmente inabissata durante una piena del fiume. Avviati da una ditta che ha vinto una gara di appalto per asportare 1.400 tonnellate di ferro, sono fermi da un anno. Accanto alla pista ciclabile è stata lasciata una consistente massa di detriti e lamiere dello scafo, un pericolo per coloro che vogliono passeggiare o andare in bicicletta. A sostenere la protesta di Benvenuti anche una folta delegazione di ciclisti dell’associazione “BiciRoma”, che nella capitale conta 1.700 iscritti. «Siamo quì per rinnovare all’amministrazione comunale la richiesta di togliere le lamiere dalla pista ciclabile - spiega Fausto Bonafaccia, presidente dell’associazione - e per denunciare lo stato di degrado in cui versa l’intera area. La pista ciclabile è percorsa, non solo la domenica, da tante persone, anche famiglie con bambini, che hanno diritto a una passeggiata in sicurezza, senza timore di una caduta o di essere molestati». Il ricordo della tragedia di Luigi Moriccioli, il ciclista rapinato e ucciso da due romeni proprio mentre percorreva la pista della Magliana, non si spegne nei cuori dei suoi compagni. «Vogliamo piste illuminate, sicure, e la presenza costante di polizia e vigili urbani a sorvegliare - tuona Bonafaccia -. Avevamo chiesto all’assessore all’Ambiente, Dario Esposito, di rimuovere i sampietrini e di fare un manto omogeneo nel tratto che va da ponte dell’Industria a ponte Risorgimento, per evitare brutte cadute - ricordano, inoltre, i ciclisti - ma il finanziamento di 500mila euro, messo in bilancio per il 2007, non è mai arrivato, nonostante le rassicurazioni di Esposito».