A Ponte Lambro il miglior risotto nell’osteria più antica del mondo

Il ristorante più antico al mondo, assieme a una locanda di Innsbruck, affonda le sue radici in città, in zona Ponte Lambro. È il Bagutto di via Vittorini 4, il nome deriva dal dialettale «begutto», ossia bagordo o ingordo. Il primo documento che parla dell’antica Hostaria del Bagutto risale al 1284, «abbiamo fatto una ricerca nell’archivio storico della città e trovato questa pergamena - spiega Gemma Bosoni, da 14 anni anima del locale -. È il più antico ristorante di cui si ha notizia assieme a un altro del 1100, a Innsbruck, all’interno di un convento». Non solo. L’archivio della Curia testimonia che nel 1580 questa osteria era considerata un punto di ritrovo molto importante perchè «aveva sedici fuochi». Si dice che anche Napoleone vi sostò, nel 1807, quando nominò duca di Lodi Francesco Melzi d’Eril. Cos’è rimasto da allora? L’aspetto esterno, di antica cascina, un grande camino all’interno del salone, una lunga tavola e la «zainera», lo scaffale dotato di colonnine che conteneva le «zaine» i boccali per mescere il vino. Sapore d’antico, servito però con tanti piattini prelibati, che incontrano il gusto di oggi. L’anno scorso il Bagutto ha vinto il concorso «Giallo a Milano» per il miglior risotto alla milanese e la sua cucina è segnalata in diverse guide gastronomiche. Tradizionale? «Non solo - aggiunge Gemma Bosoni che da sempre ama la buona tavola e si confronta per ogni ingrediente con il suo chef, Andrea Bevilacqua, uno dei primi cento maestri dell’associazione professionale cuochi - Ci piace rivisitare il piatto classico, ad esempio serviamo risotto con burrata e zucca, ombrina in crosta, tempura di gamberi, calamari e verdurine o fois gras con cipolle di tropea al vino». Da Bagutto si fa tutto in casa, anche il pane e i grissini, pranzi e cene sono alla carta, si può scegliere quello che si vuole. Una cena media, esclusi i vini, costa 45 euro. Ma è con i dolci che la fantasia dei quattro cuochi dà il meglio. Il tiramisù è fatto al momento, altrimenti la crema (più leggera della classica) ne soffre, poi c’è il tronchetto di castagne con gelato alla zucca o una specialità alla mandorla croccante, servito con fragole tiepide. Il locale è gettonato per le cene di lavoro, «ha un’ottantina di posti comodi - conclude la titolare - peccato che questa non sia una zona di passaggio». Ma da Bagutto i clienti non mancano.