Ponte Milvio scopre la sua anima jazz

«Musica senza confini» a Ponte Milvio. Da stasera al 5 settembre grandi concerti jazz, in uno spazio che negli anni è diventato punto di aggregazione, grazie al fiorire di locali e del celebre chiosco a ridosso del ponte. La manifestazione quest’anno propone quattro spettacoli di valore. Tre ottimi quartetti e poi il gran finale, con un omaggio a Fabrizio De Andrè affidato a Danilo Rea.
Primo appuntamento, stasera, con il progetto «Amato-Ionata Organic». Una band che si è esibita da poco a Villa Celimontana, e che torna dal vivo a Ponte Milvio. Alle 21.30 saranno sul palco Giovanni Amato (tromba e flicorno), Max Ionata (sax), Julian Oliver Mazzariello (organo hammond) e Nicola Angelucci (batteria). Il quartetto nasce dall’esigenza di sperimentare sonorità nuove. Repertorio originale, dunque, con una forte radice hardbop, senza tralasciare gli standard. Domani andrà in scena il progetto «Tenor legacy», con Daniele Scannapieco e ancora Max Ionata al sax, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Andrea Nunzi alla batteria. L’omaggio di due sassofonisti italiani alle grandi voci del sax tenore d’oltreoceano: da Lester Young a Hank Mobley, passando da Sonny Rollins e John Coltrane.
Giovedì sarà la volta del quartetto di Bill Saxton (sax) e Marco Di Gennaro (pianoforte), con Vincenzo Florio al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. Saxton ha iniziato a suonare alla fine degli anni ’60, affiancando, tra gli altri, Roy Haynes, Clark Terry, la Duke Ellington Orchestra, Roy Ayers, Tito Puente. Il Jazz Museum di Harlem lo considera già una «Leggenda del jazz». Saxton recentemente ha riportato a nuova luce uno storico locale a nord di Manhattan, ribattezzato «Bill’s Place», e lì ha incontrato Marco Di Gennaro, formando poi il quartetto che si esibirà a Ponte Milvio.
Venerdì il festival si chiude con l’esibizione in piano solo di Danilo Rea, con un omaggio a Fabrizio De Andrè. Difficile interpretare le canzoni di un così raffinato cantautore trasformandole in brani per pianoforte. Legittima la curiosità per l'operazione di Rea, che con il suo grande talento avrà certamente arrangiato i pezzi in modo sorprendente.