Ponte di Nona, mancano i servizi

Per il Comune è solo un’area di cantiere, anche se ci abitano 40mila persone. Il quartiere Ponte di Nona, VIII municipio, vive nel degrado da quando è sorto. Sempre la stessa strettoia della Collatina, gli stessi furti, le stesse carenze di trasporto pubblico. E sempre gli stessi bollettini con cui gli abitanti pagano di tasca propria l’illuminazione pubblica.
Sulle carenze di servizi pubblici nel quartiere, il senatore di Forza Italia Cosimo Ventucci ha presentato un’interrogazione urgente ai ministri dell’ Interno, dei Lavori pubblici e della Giustizia.
«Ponte di Nona rappresenta l’esempio di un agglomerato che nasce da avventate decisioni urbanistiche e che in modo protervo gli amministratori romani acclarano - si legge nell’interrogazione - Ponte di Nona, che ospita circa quarantamila cittadini, ha visto nascere l’insediamento abitativo prima delle opere di urbanizzazione essenziali e la loro messa in sicurezza, con l’aggravio di furti di tombini, di cavi elettrici e senza la bonifica delle aree da residui di cantiere. L’illuminazione stradale è deficitaria e pericolosa a causa degli ormai quotidiani furti dei cavi di rame da parte della comunità rom. Anche i tombini di ghisa rubati creano grave pericolo per le buche che rimangono scoperte».
«I servizi di mobilità sono effettuati attraverso la millenaria Via Collatina e lo svincolo, a pagamento, dell’uscita della Roma-L’Aquila - prosegue Ventucci -. La Collatina, in caso di pioggia, diventa un letto di fanghiglia; non esistono farmacie nel quartiere; dei cinque edifici scolastici ne sono in funzione solo tre; i collegamenti col centro vengono effettuati con l’unica linea di autobus numero 314». Ventucci denuncia che a fronte di questa situazione «il Comune di Roma taglia corto e si giustifica sostenendo che l’intero comprensorio è area di cantiere».
Il senatore di Forza Italia con l’interrogazione chiede, quindi, di sapere: «Se l’area di cantiere può accogliere 40mila abitanti nella sicurezza delle vigenti norme della Repubblica Italiana; se le gravi e ingiustificabili carenze nel servizio d’illuminazione pubblica siano gestite, o non attuate, in violazione di specifici obblighi normativi e contrattuali di cui alle convenzioni urbanistiche a rogito del 18.12.1995 (Comune di Roma) e del 25.12.1994 (Acea)». Tali carenze, specifica Ventucci, producono i seguenti effetti: via Ponte di Nona, principale arteria d’attraversamento, versa da due anni nella più completa oscurità nel tratto, lungo diversi chilometri, che va da Via Prenestina a via Mosca, con gravissimo pericolo per l’incolumità di passanti e veicoli. Via Caltagirone presenta da due anni una cabina generale della luce completamente spalancata, col rischio non solo che malintenzionati possano interrompere l’illuminazione pubblica, come più volte avvenuto, ma soprattutto con serissimo pericolo di folgorazione per l’utenza. Anche il parco comunale del quartiere permane al buio da un anno, con serio pregiudizio alla sicurezza dei frequentatori (in gran parte bambini). Diverse cabine dell’Acea non sono state prese in carico e giacciono completamente abbandonate, tra cui la cabina di via Mosca, che, dopo essere divenuta ricettacolo d’immondizia, è stata provvisoriamente sbarrata».