Il ponte romano che inquina

Venerdì 19, alla presenza del sindaco Giuseppe Pericu, del presidente e alcuni consiglieri della circoscrizione IV Valbisagno, è stato presentato e aperto al pubblico Ponte Sifone, un ponte romano interamente restaurato che fa parte dell'antica strada dell'acqua, conosciuta da tutti come l'antico acquedotto genovese. Ma secondo Raffaele Armillotta, consigliere e capogruppo di Liguria Nuova, nonché ex presidente di A.I.B. Valbisagno (Volontari anti-incendio boschivo) «non è oro tutto quello che luccica» e le sue dichiarazioni sono chiare e dettagliate: «Ho aspettato che finisse la festa per non rovinare la giornata a tante persone ma adesso è giusto che la gente sappia che per fare bella figura è stato creato un grave danno ambientale».
Secondo le parole di Armillotta tutto il materiale da tempo abbandonato e trovato lungo il ponte, anziché essere raccolto e portato via come da accordi, è stato buttato nella scarpata adiacente al ponte e alla sua lettera di protesta inviata all'Aster, ha fatto seguito la risposta della stessa la quale precisa che l’azienda ha dato i lavori in appalto a una non precisata ditta e comunque, dopo i necessari controlli, ritiene che i «fatti in oggetto» non siano veritieri. I rifiuti gettati nella scarpata sarebbero solo frutto di immaginazione. Insieme a Domenico Morabito, consigliere An della circoscrizione e Raffaele Armillotta, ci siamo allora recati sul posto e le parole dei consiglieri hanno trovato conferma appena messo piede nel bosco che costeggia il ponte. Se il percorso inaugurato è pulito bello e suggestivo, non si può dire la stessa cosa per ciò che riguarda le fasce che costeggiano lo stesso: prima in ordine e pulite, adesso diventate discarica a cielo aperto.
«Conosco benissimo questi boschi - prosegue Armillotta - sono sempre stati sporchi di sterpaglie ma mai, prima della pulizia del ponte, lungo il percorso e all'interno dei boschi si trovava quello che vediamo adesso, gomme d'auto, carcasse di moto arrugginite, materiale tossico e addirittura tutto il materiale plastico che i tifosi genoani hanno usato per addobbare il ponte durante i festeggiamenti dell'ultima promozione». Ma oltre la sporcizia dei boschi, Armillotta lamenta anche dei danni arrecati alla mattonata dai mezzi meccanici usati per raggiungere il ponte: «Il direttore dei lavori di Aster, il geometra Alessandro Savio, mi ha risposto che hanno usato mezzi gommati ma tutti i residenti del posto giurano il contrario».
Secondo il consigliere di Liguria Nuova la querelle è appena iniziata e non intende cedere di un centimetro, vuole andare in fondo, ma soprattutto chiede che la zona torni pulita come un tempo (o meglio, come qualche mese fa). «Andremo fino in fondo per scoprire la verità - conclude Armillotta -. Le fotografie scattate prima e dopo i lavori sono eloquenti e se sarà il caso le mostreremo nelle sedi opportune».