A Pontida attesi 80mila leghisti Riecco Bossi: attacca euro e Ue

Adalberto Signore

da Milano

In principio furono poche centinaia di persone, «arrivate dal monte e dal piano» per celebrare il giuramento tra i Comuni italiani che il 7 aprile 1167 avevano deciso di dar vita alla Lega lombarda per opporsi a Federico Barbarossa. Era l’aprile del 1990 e da allora le riunioni sul pratone di Pontida, piccolo Comune vicino Bergamo, sono state un appuntamento fisso per il popolo del Carroccio. Con un’eccezione, quella dell’anno scorso, quando fu proprio Bossi a chiedere che l’adunata fosse rimandata. «Pontida - disse il Senatùr in un messaggio registrato su radio Padania - è la mia festa, per me è meglio rinviarla, potrò esserci anch’io». E così sarà. Perché domenica 19 giugno la Lega tornerà finalmente a celebrare il giuramento di Pontida e lo farà con il suo capo sul palco.
E per il ritorno di Bossi la mobilitazione sembra essere davvero senza precedenti. Perché - spiegano in via Bellerio - «a Lugano il Senatùr si è limitato a parlare da dietro una finestra e il contatto fisico con i militanti non c’è stato». Fra otto giorni, invece, Bossi salirà di nuovo su un palco e i leghisti non vedono l’ora di riabbracciarlo. La macchina organizzativa si è già messa in moto da tempo «perché si prevede un afflusso record». Gli organizzatori parlano di 80mila persone, cifra forse un po’ ottimistica ma che fa comunque impallidire le 40mila presenze del 2003. Centosettanta sono i pullman già prenotati (alcuni arrivano pure da Toscana e Marche) e centoventi i gazebo (nel 2003 furono ottanta). «Sono tutti ansiosi di vedere il capo», dice Roberto Cota, segretario della Lega Nord Piemonte e sottosegretario alle Attività produttive. «Pensi - aggiunge - che nella nostra regione le adesioni sono raddoppiate rispetto al 2003». E pure Luca Zaia, vicepresidente del Veneto, è sicuro che «sarà un successo». «Dal Veneto - dice - arriverà un fiume in piena. Il segretario Gian Paolo Gobbo si sta occupando della mobilitazione in modo magistrale». «C’è un’attesa spasmodica», sintetizza Zaia.
Per la prima volta, poi, l’appuntamento di Pontida si aprirà sotto la buona stella di una giunta leghista. È anche per questo che domenica la posizione del palco tornerà finalmente vicino al boschetto. «Umberto l’ha sempre voluto così - spiega il sindaco di Pontida Pierguido Vanalli - e finalmente siamo riusciti a creare una sorta di stadio naturale con il palco girato verso la collinetta dove ci sono dei gradoni naturali». E proprio qualche giorno fa, Bossi è stato a Pontida per un sopralluogo. «L’ho trovato bene. Non vede l’ora che arrivi domenica», dice Vanalli che fra otto giorni consegnerà al Senatùr la cittadinanza onoraria di Pontida e annuncia pure «una grande sorpresa» («un segreto di cui non ho messo a conoscenza neanche il mio vicesindaco»).
Insomma, la Lega è pronta per tornare sul «sacro» prato dopo oltre due anni. E chiusa la questione referendum («sono orgoglioso di non andare a votare», ribadiva ieri il ministro delle Riforme Roberto Calderoli) ci si potrà concentrare sulla crociata contro l’euro. «Un sondaggio sui piemontesi - spiega Cota - dice che il 63% è contro la moneta unica. Questa Europa va rivista». Rilancia Zaia: «Se lo diciamo noi siamo cavernicoli, se sono gli inglesi a essere contrari all’euro sono dei gentlemen». E così a Pontida dovrebbe tenersi un referendum tra i padani sulla moneta unica ed è pure probabile una circolazione limitata della lira, magari per acquistare cibi e vivande. Dettagli, comunque, ancora da definire. L’ultima parola, infatti, sarà della segreteria politica della Lega convocata per lunedì a via Bellerio. Lì Calderoli presenterà «tre probabili ipotesi»: ritorno alla lira, doppia moneta («per me più probabile e percorribile») e lira agganciata al dollaro.
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