Pony express contro il traffico Quando il pacco viaggia in bici

Dopo aver convertito a suon di vigorose pedalate Londra, Parigi, Sydney, New York e molte altre metropoli del globo, i pony express in bicicletta si lanciano in volata alla conquista del Belpaese e in particolar modo di Milano. Sono i paladini delle due ruote che, trasformando una passione in un mestiere, danno vita a servizi di ritiro e consegna rapidi su bici.
Nel mondo sono sempre di più: affidabili, puntuali ed economicamente competitivi. Sfrecciano per le strade di Milano, dalle 8 alle 18 in sella alle loro biciclette. Basta una telefonata, e per 5 euro su abbonamento garantiscono un servizio rapido, puntuale ed ecologico. Sono gli Urban bike messenger, fattorini su due ruote che hanno fatto della mobilità sostenibile un business. Andrea Vulpio, Luca Pietra e Roberto Peia, tre cicloamatori, hanno lanciato il servizio in città raccogliendo clienti fra avvocati, commercianti e studi fotografici. «Le potenzialità del servizio sono enormi - assicura Peia, giornalista prestato alle due ruote - non solo perché la bici è il mezzo ideale per muoversi rapidamente nel traffico cittadino, ma anche perché può giocare la carta non indifferente dell'ecologia».
Senza contare la conformazione morfologica del capoluogo lombardo: «Piatta, senza dislivelli, Milano si presta alla mobilità su due ruote - spiega Vulpio che ha lasciato il suo lavoro di cuoco per scommettere tutto sulla nuova attività -. E ha un bacino d’utenza potenzialmente enorme in confronto a città come Lugano, dove il servizio esiste da qualche anno e occupa 12 pony per 80mila abitanti». In barba alle code estenuanti, al caro-benzina, ai divieti d’accesso, i ciclofattorini a impatto zero sfrecciano per la città portando a destinazione i codici rossi (consegna in 30 minuti), arancione (in 90 minuti) e verdi (entro la giornata), per conto di studi professionali, negozi e privati: pacchi, documenti, libri, foto, o qualunque cosa fino a un massimo di 10 chili. I pony express in bicicletta esistono negli Stati Uniti dal 1945. In Giappone e in Australia il bike messaging è un’opportunità di lavoro per centinaia di persone. In Italia, i tre cicloamatori milanesi stanno raccogliendo sul loro sito le richieste di collaborazione di aspiranti pedalatori, per lo più studenti. La possibilità di offrire una fonte di reddito integrativa a giovani e disoccupati. Unico requisito richiesto, possedere una bicicletta.
È per ora un progetto sperimentale, ma ha le potenzialità per lanciare una vera sfida alle quattro ruote. «Il nostro sogno è quello di essere assunti come pony express ufficiali dell’Expo 2015 - spiega Pietra - la nostra potrebbe essere una valida alternativa a motorini e auto». Lo facciamo perché ci crediamo, amiamo la bici e ci piacerebbe rendere migliore questa città».