Ponza, recuperato sui fondali il cadavere di un sub romano

È stato recuperato a mezzogiorno di ieri dai sommozzatori giunti da Fiumicino il cadavere di Andrea Livoti, archeologo e speleologo romano di 36 anni, di cui si erano perse le tracce nel tardo pomeriggio di sabato, dopo un’immersione nelle acque di Ponza. Secondo quanto si è appreso al Comando generale delle Capitanerie di Porto, il sub si era immerso in apnea in una località a circa sette miglia dall’isola in direzione Ventotene, lo «Scoglio della botte», che aveva raggiunto con un gommone. Ma poi, forse a causa di un malore, Livoti non è riuscito a risalire a galla. Lo «Scoglio» è un luogo amato dagli appassionati di speleologia per la presenza di grotte sottomarine. Era stata la compagna dell’uomo, che aveva raggiunto con lui l’isola, a chiamare poco dopo le 20 con il cellulare il numero di emergenza 1530 della Guardia costiera. La donna aveva raggiunto con la vittima l’isola. Sul posto erano subito intervenute motovedette della Capitaneria di Porto di Gaeta e dei Vigili del fuoco, alle quali ieri si sono aggiunti elicotteri dell’Aeronautica e delle forze di polizia.
Nella notte le ricerche sono state rese più difficili per la presenza del forte vento di Levante, che ha causato disagi anche nel porto della località laziale: un imprevisto che ieri aveva indotto i titolari dei pontili a sconsigliare gli ormeggi. Ieri mattina la scoperta del corpo di Livoti, adagiato su un fondale di 36 metri, incastrato tra le rocce. Il cadavere è stato recuperato e trasferito presso il poliambulatorio di Ponza per il triste rito del riconoscimento, effettuato dalla compagna e dalla sorella. Una delle due donne è stata colta da malore. Oggi, a Formia, l’autopsia disposta dalla Procura di Latina che ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso. «Aveva deciso che sarebbe stata la sua ultima immersione della giornata», ha ricordato la ragazza.