Ponzellini finisce nei guai per il caso Bipiemme-Atlantis

L’ex presidente Bpm accusato di associazione a delinquere. Nel mirino i prestiti concessi al gruppo dei casinò. <strong><a href="/interni/il_banchiere-onassis_allievo_prodi_che_ha_folgorato_lega/11-11-2011/articolo-id=556334-page=0-comments=1" target="_blank">Il banchiere-Onassis allievo di Prodi<br /></a></strong>

Milano Bufera su Massimo Ponzellini, ex presidente della Banca Popolare di Milano e presidente di Impregilo, accusato di associazione a delinquere per avere finanziato - guadagnandoci sopra - una società in odore di mafia: ma nella bufera su Ponzellini c’è spazio anche per il siparietto che ha per protagonista il deputato Amedeo Laboccetta, che si materializza nell’ufficio romano dove la Guardia di finanza sta effettuando una perquisizione e, sotto l’usbergo della immunità parlamentare, si porta via uno dei computer portatili custoditi nell’ufficio, sostenendo che si tratta di roba sua.

Colti in contropiede, i finanzieri permettono al parlamentare di sparire insieme al portatile. Ma quando l’episodio viene riferito ai magistrati milanesi che hanno ordinato la perquisizione, questi fanno un salto sulla sedia, e danno mandato alle fiamme gialle di denunciare Laboccetta: il deputato potrebbe venire indagato per favoreggiamento o per sottrazione di cose destinate a sequestro (articolo 388 del codice penale).

L’irruzione di Laboccetta avviene negli uffici romani di Francesco Corallo, il personaggio intorno a cui ruota tutta l’indagine che ha per indagati Ponzellini e un vivace giovanotto finora ignoto alle cronache: Antonio Cannalire, 37 anni, pugliese di Francavilla Fontana, uomo di fiducia di Ponzellini, tanto da muoversi in Bpm con piglio da manager- ombra, ma anche solidamente legato al deputato Marco Milanese, ex generale della Guardia di finanza, inquisito nell’indagine P4. Ponzellini e Cannalire sono accusati di avere aperto le casse della banca milanese a un finanziamento da 148 milioni privo di qualunque giustificazione alla Atlantis, una società specializzata in gioco d’azzardo.

Formalmente, la proprietà della Atlantis è schermata da una catena di società in paradisi fiscali. Di fatto, il suo dominus è Corallo, il signore nei cui uffici la Finanza ieri si presenta. E dove si precipita Laboccetta, che di Corallo è amico e che della società era stato il rappresentante in Italia, a portarsi via il computer. «Il computer è mio - farà sapere in serata Laboccetta - e sull’onestà di Corallo metto la mano sul fuoco».

L’arrivo di Laboccetta avviene mentre il folto gruppo di avvocati di Corallo - tra cui la deputata di Fli Giulia Bongiorno - cercano di opporsi alla perquisizione spiegando che Corallo è coperto da immunità diplomatica in quanto ambasciatore presso la Fao di un’isoletta caraibica, il Commonwealth of Dominica. Poi si scoprirà che l’unica pratica a nome di Corallo presso il nostro ministero degli Esteri è una richiesta di accredito, respinta a causa dell’attività economica svolta da Carollo in Italia.

Nei confronti del prestito erogato da Bpm alla Atlantis il decreto di perquisizione emesso dai pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici ha parole severe: «Nei fatti è stato concesso un rilevantissimo finanziamento ad una società la cui catena d controllo fa capo ad una società delle Antille Olandesi il cui titolare effettivo dichiarato, Francesco Corallo, non vive nel territorio dello Stato (...) consiglieri e dirigenti Bpm hanno riferito che si trattava di una pratica chiacchierata sulla quale vi erano stati forti contrasti in seno al consiglio. Per l’approvazione di questo finanziamento Ponzellini si è impegnato personalmente in maniera del tutto anomala».
E ancora: «La Guardia di finanza ha ricollegato Atlantis a Francesco Corallo, figlio di Gaetano, pregiudicato per criminalità organizzata, individuando come significativa la figura di Antonio Cannalire».

Cannalire secondo la Procura nella banca «grazie ad un rapporto del tutto particolare con il presidente Ponzellini interloquisce con i principali dirigenti di Bpm addirittura su un piano di supremazia». «Cannalire appare rappresentare il terminale di un fascio di interessi di origine politico imprenditoriale che attraverso lui hanno accesso presso Bpm». «Cannalire potrebbe essere la persona che favorisce o gestisce i guadagni illeciti di Ponzellini, procurandosene al contempo di propri».