Un «pool» di agenti per difendere i nonni dalle truffe

Nei giorni scorsi hanno incastrato una coppia che ha messo a segno una ventina di colpi negli ospedali

Non si limitano alle indagini. Acquisiscono dati e fotografie, rielaborano fatti ed episodi, li collegano e, soprattutto, li rendono disponibili per le altre forze di polizia con le quali collaborano. Sono i tre agenti dei vigili urbani che, coordinati da un ispettore della polizia e da tre magistrati della Procura di Milano (Alberto Nobili, Cecilia Vassena e Roberta Brera) costituiscono dallo scorso autunno il pool che opera in città contro i truffatori di anziani. In questi giorni il loro lavoro ha permesso di arrestarne due, un 42enne e una sua amica di 36 anni, residenti a Monza (entrambi pregiudicati e tossicodipendenti, con condanne per furto e ricettazione alle spalle) che derubavano e rapinavano di portafogli e cellulari soprattutto i nonnini invalidi e incapaci di muoversi, ricoverati negli ospedali e nelle cliniche. Una ventina almeno i colpi messi a segno dalla coppia che, anche grazie a un aspetto distinto (non disdegnavano abiti griffati e, soprattutto la signora, frequenti sedute nei solarium) riusciva a introdursi nelle strutture sanitarie facendosi passare per parenti o amici dei vecchietti ricoverati in 13 ospedali milanesi e brianzoli: lo Ieo (Istituto europeo oncologico) il San Raffaele, il Niguarda, il Gaetano Pini, il Policlinico, la Mangiagalli, la Multimedica di Sesto San Giovanni, il Bassini di Cinisello Balsamo e gli ospedali di Seregno, Desio, Vimercate e Lecco.
«L’arresto è scattato dopo la lettura dei tabulati di un telefono rubato - ha spiegato ieri il vicesindaco Riccardo De Corato che a Palazzo Marino, insieme al comandante dei vigili Emiliano Bezzon, ha illustrato l’operazione e parlato dei risultati del pool -. L’uomo è stato fermato martedì dalla polizia che è riuscita a catturarlo, proprio su segnalazione del pool, mentre stava derubando un anziano nella sua stanza all’ospedale Manzoni: processato per direttissima ha avuto una condanna di due anni e due mesi». La donna è stata invece arrestata a Monza dietro ordine di custodia cautelare.
«Questo è il primo risultato concreto che va ascritto alla Procura della Repubblica, che io ringrazio perché ha recepito il grido di dolore del Comune relativo alle truffe agli anziani, diventate una vera e propria piaga sociale - ha sottolineato il vicesindaco -. Purtroppo il problema maggiore, per quel che riguarda il problema delle truffe agli anziani, sta a monte: serve un inasprimento della pena, una proposta fortemente sostenuta da Milano in occasione della firma del patto per Milano Sicura. Per stroncare il fenomeno delle truffe agli anziani, che a Milano registra almeno due episodi al giorno, serve infatti un lavoro certosino di indagini. E il pool diretto dal sostituto procuratore Alberto Nobili opera proprio in questa direzione».