Pop. Intra nelle mani di Paolillo

Bufera giudiziaria su Ferrari che oggi sarà sollevato dalla direzione generale. Incontro con Bpvn per le nozze

Massimo Restelli

da Milano

Ernesto Paolillo «supercommissario» della Banca Popolare di Intra: l’ultima parola spetta al consiglio di amministrazione ma dovrebbe essere questo l’esito della riunione straordinaria convocata questa mattina d’urgenza a Verbania dopo che la procura ha chiesto di congelare per due mesi il direttore generale Claudio Ferrari. Per l’istituto piemontese si tratta dell’ultima mina legata all’inchiesta sul fallimento di Finpart, la società di Gianluigi Facchini che, secondo l’accusa, sarebbe stata finanziata a piene mani dall’ex direttore generale Giovanni Brumana in concorso con Ferrari anche quando era ormai prossima al collasso finanziario.
Operazioni che hanno compromesso la solidità patrimoniale di Intra costringendo Paolillo a completare, con la tacita approvazione di Bankitalia, una severa pulizia di bilancio in attesa di individuare un alleato-salvatore. Malgrado il cda discuta ufficialmente della redistribuzione delle deleghe l’esito sarà sollevare da tutti gli incarichi Ferrari. La cui sfera d’influenza, anche se la difficoltà di ottenere un forte inserimento dall’esterno aveva finora ostacolato un pieno avvicendamento, sarebbe stata già da tempo di fatto «limitata» all’ordinaria amministrazione.
A meno di veti incrociati, a impugnare definitivamente il timone sarà Paolillo completando così quella linea di discontinuità rispetto all’era dell’ex presidente, Sandro Saini. Tutta da decidere però, vista la difficoltà statutaria di trasferire le deleghe operative, la forma tecnica dell’investitura. I legali sono al lavoro ma quella che si prospetta è una «gestione ponte» in attesa che si concluda il percorso di aggregazione. La data room è iniziata ieri facendo tappa nella sede dell’advisor Mediobanca per il primo incontro con Popolare di Verona-Novara. Gli altri pretendenti sono Popolare di Vicenza, Credito Valtellinese e Veneto Banca, cui spetta il compito di presentare una proposta vincolante entro la fine di maggio dopo aver vagliato il lavoro di Paolillo e l’operazione «trasparenza» che ha portato ad affidare a Pricewaterhouse l’analisi del funzionamento di tutti i settori della banca. In passato Gianni Zonin ha lanciato segnali di grande generosità sia dal punto di vista economico che della governance ma dopo che anche l’ultimo trimestre ha registrato un rosso di 10,6 milioni, la posizione negoziale di Intra appare ancora più compromessa.