«Per Pop. Intra più sportelli e la garanzia Bpm»

Il matrimonio con Veneto Banca? «Apriremo 50/60 nuove filiali ogni anno nel Nord-Ovest»

Massimo Restelli

da Milano

La tranquillità finanziaria assicurata da una lettera di «garanzia» firmata da Bipiemme e un piano di sviluppo che porterà Banca Popolare di Intra ad aprire 50/60 sportelli all’anno concentrati nel Nord-ovest. All’indomani della scelta adottata all’«unanimità» dal consiglio di amministrazione, il presidente del gruppo piemontese Luigi Terzoli sottolinea la «valenza industriale» del matrimonio con Veneto Banca (S&P ha stilato un creditwatch positivo). Ad unirsi, le assemblee dei soci sono attese nel mese di gennaio, saranno «due banche con una grande affinità sia storica sia industriale perché entrambe sono determinanti per il proprio territorio di riferimento».
Che cosa ha indotto il consiglio a propendere per Veneto Banca. Un gruppo tra i primi a proporsi come pretendente e che era già apparso gradito alla vecchia gestione di Intra alla ricerca di una via di uscita per il fallimento Finpart?
«L’aspetto industriale. Con questo fidanzamento Popolare Intra ha ottenuto ampie rassicurazioni in termini di governance, di occupazione, autonomia e mantenimento della propria sede. Senza contare il prezzo dell’offerta pubblica fissato a 15 euro».
Non sarebbe stata preferibile una banca quotata o di maggiori dimensioni?
«Sotto questo aspetto ha avuto grande peso una lettera dove Popolare Milano si è detta pronta ad aiutare finanziariamente Veneto Banca».
Cosa prevederà il nuovo piano industriale?
«Intra si rafforzerà in Piemonte, Liguria, Val d’Aosta e nella zona Ovest di Milano: in tutto sono attese 50-60 nuove aperture all’anno. La nostra controllata Banca di Monza e Brianza si aggregherà, invece, con Banca di Bergamo e con Banca del Garda».
Eppure, soprattutto dopo l’ultimo ritocco sul prezzo, Banca Popolare Vicenza appariva favorita?
«Il consiglio ha valutato all’unanimità che l’interesse del territorio facesse propendere per Veneto Banca».
Perché sono fallite le avance del Credito Valtellinese?
«Questa proposta era subordinata a una successiva due diligence, inoltre il rischio di Finpart sarebbe rimasto in capo a Popolare Intra. Senza contare il prezzo decisamente inferiore: 10 euro».
Quando saranno le assemblee straordinarie?
«A gennaio. La grande forza di questa banca è la propria storia e cultura: nella propria area Intra raccoglie il 48% del risparmio e io ho il dovere morale di tutelare questa forza. Sono certo che, con l’ok della Vigilanza, i soci sarebbero stati disponibili ad ogni sforzo».
Malgrado Intra abbia chiuso il semestre con una perdita di 87,5 milioni...
«Ad oggi abbiamo accantonato l’87% di Finpart e il 76% delle altre sofferenze. Nelle nostre previsioni nel primo trimestre del 2007 saremmo tornati a fare profitti anche se non fossimo ricorsi ad un piano di aggregazione».