Pop. Intra, verso una corsa a cinque

Massimo Restelli

da Milano

Dopo la scrematura di Mediobanca saranno 3-5 i gruppi che rimarranno in corsa per la Banca Popolare di Intra. Piazzetta Cuccia terminerà il proprio lavoro mercoledì 29 marzo, quando è previsto un incontro a Verbania con il consiglio di amministrazione, da cui uscirà la short list da sottoporre a Bankitalia.
Ecco, perché, considerati i due mesi a disposizione della Vigilanza e i tempi tecnici, l’assemblea straordinaria che sancirà definitivamente il matrimonio di Intra è attesa tra fine giugno e inizio luglio. Entro quella data sarà scelto un unico partner, in grado di fare fronte alla situazione finanziaria di Intra dopo la severa pulizia di bilancio con cui il vicepresidente Ernesto Paolillo ha superato il fallimento di Finpart. Un lavoro capillare al termine del quale il gruppo piemontese è salvo ma non appare in grado di rimanere da solo. Visto l’onere di un’eventuale raccolta di mezzi sul mercato, il quadro degli impieghi, e gli 800 milioni tra sofferenze e incagli. Da qui la ricerca da parte di Intra di un percorso di «autonomia condivisa» che sia rispettoso della propria identità territoriale.
Piano che Paolillo ha avviato chiedendo a Mediobanca, in questi giorni impegnata in continui contatti con gli otto gruppi interessati, di raffrontare nei dettagli le offerte pervenute sostanzialmente suddivisibili in 3 gruppi: Opa-Ops, proposte di fusione o piani di aggregazione. Una situazione che di fatto esclude la possibilità, come era stato ventilato dallo stesso gruppo di Verbania, che l’intesa possa essere allargata a più di un istituto. La corsa è aperta, ma visto lo stato dei conti, la scelta potrebbe indurre Intra a propendere per un gruppo liquido e quotato. A meno che nel Cda non facciano definitivamente breccia le avance della Popolare di Vicenza che avrebbe proposto un’offerta in contanti lasciando la possibilità ai soci Intra di reinvestire parte di quanto incassato nel suo stesso capitale.
Il gruppo presieduto da Gianni Zonin, i conti sono stati approvati ieri dal consiglio, ha chiuso il 2005 con un utile netto consolidato in crescita da 67,7 a 125,8 milioni e 14,1 miliardi di raccolta diretta (più 11,2%); in salita a 1 euro anche il dividendo. Oltre a Vicenza, a correre per Intra sono: Bipiemme, Bpvn, Creval, Bpu, Popolare Alto Adige, Veneto Banca e Bper.