Pop Milano apre il libro soci ad Amber

da Milano

Bpm chiude lo scontro con i fondi di investimento. Pur ribadendo la propria natura cooperativa, Piazza Meda ha reso più flessibili i regolamenti interni, cancellando la norma che vietava ai soggetti con residenza in paradisi fiscali l’iscrizione al libro soci e sostituendola con un approccio più articolato.
La modifica, caldeggiata dal presidente Roberto Mazzotta, rappresenta un segnale di apertura al mercato. Soprattutto verso Amber Capital, che nei mesi scorsi aveva costituito un’apposita associazione (Bpm360 gradi) per far sentire la sua voce in assemblea e lamentare discriminazioni tra i soci. L’iscrizione al libro soci nelle banche popolari dipende dal cda che può rigettare o meno la domanda dell’azionista. I fondi avevano più volte criticato la governance di Bipiemme, dove i sindacati interni esprimono la maggioranza del consiglio tramite l’Associazione degli Amici malgrado il peso nel capitale degli istituzionali.
Lo scorso anno Amber, Fidelity e Dkr avevano inviato una dura missiva ai vertici, girandola per conoscenza a Bankitalia. È difficile comunque, almeno per il momento, che i fondi possano aspirare a una rappresentanza in cda che intacchi i numeri dei soci dipendenti. Questi ultimi non rappresentano, tuttavia, più un blocco compatto. A causa dei dissidi interni ai sindacati e di quelli tra la stessa base e il vertice nei mesi scorsi si è prima rotto il già celebrato matrimonio tra Bpm e Popolare Emilia Romagna e poi sono fallite le prove di avvicinamento a Unipol. Ora anche i progetti dei francesi del Credit Mutuel paiono essersi arenati.
In dettaglio, il nuovo testo della delibera quadro recepisce la proposta dalla Commissione Soci e sostituirà quella vigente dal primo luglio. Previste sia la creazione di un apposito archivio indirizzo soci sia l’eliminazione del criterio che escludeva dal libro soci, gli investitori che hanno sede nei cosiddetti paradisi fiscali. Come appunto Amber.