Pop. Sondrio, oggi la «kermesse» dei soci

da Milano

Per la Banca Popolare di Sondrio la strada maestra rimarrà l’indipendenza. A meno di imprevisti, a confermare la politica «autonomista» del gruppo sarà questa mattina il presidente Piero Melazzini davanti all’assemblea dei soci chiamata ad approvare i risultati di bilancio e il prospettato aumento di capitale da 308 milioni. L’appuntamento è al centro polifunzionale «Pentagono» di Bormio, una delle poche strutture coperte della Valtellina in grado di ospitare la massiccia partecipazione prevista. Dovrebbero infatti essere oltre 4mila i soci presenti, anche grazie alla quarantina di torpedoni messi a disposizione dall’istituto.
La cooperativa Popolare di Sondrio (quasi 150mila soci, 1871 l’anno di fondazione), sotto la guida di Melazzini e del direttore generale Mario Alberto Pedranzini si è sviluppata finora seguendo la politica dei piccoli passi (15 le filiali inaugurate nel 2006) chiamandosi fuori da acquisizioni o integrazioni. Desiderio di indipendenza che, però, come sottolineato da Melazzini, non significa isolamento ma si coniuga con il tentativo di rafforzare i legami con le «consorelle» Popolari, come nel caso di Meliorbanca. Scelte che, unite alla prudenza gestionale (a dicembre le sofferenze erano lo 0,72% dei crediti), hanno permesso alla Popolare di chiudere lo scorso esercizio con profitti netti in crescita del 27,97% a 122,2 milioni.
Oggi il board proporrà ai soci una cedola di 0,23 euro, il 21,05% in più rispetto al 2005. Un rendimento a cui si affianca l’andamento del titolo in Piazza Affari che su Expandi nel 2006 ha guadagnato il 18,63 per cento.