Popolare Emilia stringe le regole del libro soci

Esclusi i fondi chiusi, ora è necessario essere correntisti del gruppo. Alzate anche le quote di possesso azionario

da Milano

Non solo Bipiemme. Il dibattito sulle regole per l’ammissione al libro soci coinvolge tutte le popolari e in questi giorni si concentrano su Modena, in vista dell’assemblea di Bper in agenda sabato. Quando l’avvocato Gianpiero Samorì proseguirà il corpo a corpo con l’amministratore delegato Guido Leoni nel tentativo di conquistare almeno un posto in consiglio.
Circa 20 giorni fa, ricorda l’agenzia Radiocor, il cda della cooperativa modenese ha infatti varato un regolamento per l’ammissione a socio molto più stringente del precedente: escluse, perlomeno in linea di principio, tutte le istituzioni finanziarie che schermano i soggetti investitori reali; a partire dai fondi chiusi.
Non dovrebbero invece esserci problemi per le sgr e gli altri istituzionali, purché condividano lo statuto della cooperative. Modena chiede inoltre agli aspiranti soci di intrattenere rapporti con la banca da almeno tre mesi, «appoggiati a un conto corrente» o di concorrere ad «accrescere il prestigio dell’istituto».
Sulle domande di ammissione decide il cda; in caso di parere negativo, si può ricorrere al collegio dei probiviri. Prima della delibera del board, formalmente per entrare a libro soci bastava possedere 25 azioni (il limite è stato ora alzato a 100) e pagare una tassa di 20 euro, senza nessun altro requisito richiesto.
Dalla cooperativa modenese si fa notare, tuttavia, che il nuovo regolamento «è in primo luogo una questione di trasparenza, dato che questi criteri, anche se non esplicitati, erano di fatto applicati anche prima».