Popolare Italiana cede i promotori al gruppo Sopaf

Accanto a Magnoni scendono in campo De Agostini e Aviva. Oltre a Bipielle.Net passa di mano Area Life: controvalore 130 milioni

da Milano

Banca Popolare Italiana cede a Giorgio Magnoni le chiavi di Bipielle.Net e di Area Life. Sopaf, De Agostini e Aviva Italia hanno infatti firmato l’accordo per rilevare la rete di mille promotori finanziari (4,2 miliardi le masse in gestione a fine 2005) e la compagnia di assicurazione irlandese messe in vendita dall’amministratore delegato Divo Gronchi nell’ambito del piano industriale con cui Bpi intende superare le conseguenze della fallita scalata ad Antonveneta.
L’affare vale complessivamente 130,5 milioni, considerando il 79,7% di Bipielle.Net (controllata da Bipielle Investimenti) passato di mano per 107 milioni e l’intero capitale di Area Life (Reti Bancarie) valutato 23,5 milioni. A schierarsi in prima linea è stata Sopaf che avrà il 44,5% di Bipielle.Net (accanto al 20,2% detenuto da Aviva, al 15% di De Agostini e allo 0,4% di Nuova Era) e che ha firmato con Lodi un accordo incrociato di put and call per rilevare il restante 19,9% della banca multicanale per 30 milioni. Il gruppo di Magnoni potrà «richiamare» la quota dal 36º al 48º mese dalla data di esecuzione del contratto, dopo tale termine Bpi potrà invece riversarla a tutte le società coinvolte.
Più semplice l’assetto di Area Life che vedrà Aviva al 55% e Sopaf al 45%, entrambe si sono inoltre impegnate ad acquistare per 34 milioni l’intero capitale di Aviva Previdenza (già partecipata pariteticamente da Bipielle investimenti e Aviva). In seguito a tale operazione, gli equilibri azionari di Aviva Previdenza ricalcheranno quelli di Area Life: Aviva (55%) e Sopaf (45%). Dopo la cessione di Bipielle leasing a Banca Italease, Bpi prosegue quindi la politica di concentrazione sul core business.
Da parte sua con Area Life (0,4 milioni l’utile 2005) e Bipielle.Net (30,2 milioni il rosso dello scorso anno, dopo 42,8 milioni di accantonamenti) Sopaf continua invece a consolidare la propria anima finanziaria dopo la stretta della presa su Delta. La società di credito al consumo, di cui Popolare Verona-Novara controlla il 10%, che secondo quanto ricostruito nei giorni scorsi dal Giornale, sarebbe destinata a unirsi alla consortile Linea creando un unico presidio nel settore anche in vista di una possibile quotazione in Piazza Affari. Dove, malgrado la compravendita, Bpi ha ceduto il 2,08% (meno 2% Bipielle Investimenti; più 0,35% Reti Bancarie) mentre Sopaf, prima sospesa, ha chiuso con un rialzo dell’1,8 per cento.