Popolari, i profitti salgono ancora (+15%) il nodo della riforma

da Milano

Carlo Fratta Pasini mette le mani avanti sulla riforma delle banche popolari. Il canovaccio approderà al Senato la prossima settimana con l’obiettivo di arrivare al verdetto entro l’estate ma - puntualizza il banchiere - le nuove regole devono ampliare la «discrezionalità». Evitando di imporre un vestito dalla «taglia unica» che inevitabilmente starebbe «largo» ad alcuni e «stretto» ad altri. In pratica Fratta Pasini, che oltre a sedere alla presidenza del Banco Popolare guida l’associazione di categoria Assopopolari, chiede un cambiamento soft. «Una cosa è mettere le mani su qualcosa che funziona, altro è riformare» un settore inefficiente, ha infatti detto Fratta Pasini aggiungendo che «le banche popolari funzionano». Un segnale implicito rivolto al Palazzo che ieri è stato suffragato dai numeri: superate le difficoltà dell’anno precedente, il 2006 si è infatti chiuso con volumi e impieghi in crescita per il credito cooperativo davanti a cui si staglia un triennio roseo. Così da far segnare tra il 2007 e il 2009 una crescita del risultato di gestione e degli utili compresa fra il 10% e il 15%.
A fare i calcoli è la stessa Assopop sviscerando il bilancio del 2006, quando i volumi intermediati dalle «consorelle» sono cresciuti dell’8,5% a fronte di impieghi migliorati del 10,4% (più 9,8% il portafoglio titoli). Tanto che, anche per l’anno in corso, lo sprint di impieghi (più 10,3%) e raccolta (più 9,1%) dovrebbe superare quello dell’intero settore (rispettivamente più 9,4% e più 7,7% le stime). Dimensioni importanti quando si considera che l’Associazione raggruppa un coacervo di 93 istituti, ramificati in 7.700 gli sportelli, 73mila dipendenti e oltre un milione di soci. La differenza di passo rispetto alle banche tradizionali si traduce anche in una rischiosità «in costante diminuzione» al 2,9% (3,4% il dato dell’intero sistema). Fino a qui le statistiche sul mondo delle popolari che dalla prossima settimana sarà sotto la lente del Senato. Dove il presidente della Commissione finanze Giorgio Benvenuto, dopo la riunione di ieri, presenterà al comitato ristretto un testo unificato partendo dai disegni di legge finora elaborati. Il passaggio, giudicato «con favore» dal vice ministro dell’Economia Roberto Pinza, accelererà il dibattito sulla riforma che dovrebbe essere licenziato da Palazzo Madama entro l’estate. L’obiettivo, secondo quanto ricostruito da Radiocor è cucire un unico abito adattabile a tutte le consorelle, previo qualche rimando all’automonia dello statuto. Un obiettivo non facile visto che se da un lato sopravvivono mutue saldamente ancorate alle proprie radici territoriali, dall’altro sono sorte due super-cooperative come il Banco Popolare e Ubi. Per creare la quale Banca Lombarda ha rinunciato al proprio status di spa.