Il popolo del centrodestra si scalda per il corteo Fini: premier arrogante

Già pronte almeno 250mila persone per la grande manifestazione del prossimo 2 dicembre. Il leader di An: «La protesta sta crescendo»

Gianni Pennacchi

da Roma

Continua il martellamento rassicurante: Silvio Berlusconi non solo sarà certamente sul palco di San Giovanni sabato prossimo, ma pur costretto in ospedale sta già lavorando al discorso che terrà. La presenza del leader della Cdl è nuovamente garantita dal suo portavoce Paolo Bonaiuti, da Gianfranco Fini e persino dai medici del San Raffaele. «Vuoi che lasci la scena tutta a Fini e Bossi, che venga lì soltanto a fare un saluto?», avrebbe detto Berlusconi a uno dei suoi colonnelli che ieri gli han telefonato, tenendo a sottolineare che alla folla chiamata a manifestare contro la Finanziaria del governo Prodi dirà anche quel che non è riuscito a completare domenica scorsa alla platea di Montecatini. La vera notizia però, è che il 2 dicembre a Roma ci sarà molta più gente dei 200mila previsti e organizzati da Forza Italia, An e Lega. Oltre a quanti si mobiliteranno spontaneamente infatti, i tre partiti di centrodestra che hanno organizzato la manifestazione, ieri sera registravano il superamento del numero di pullman, di treni e di carovane che si erano assegnati al momento di scegliere Piazza San Giovanni piuttosto che Piazza del Popolo.
Per riempir quest’ultima infatti, occorrono 150mila, meglio 200mila manifestanti. Per non sfigurare a San Giovanni, il top romano della protesta popolare, ne occorre almeno il doppio. E la Cdl s’era impegnata per 200mila manifestanti organizzati, assegnandone 100mila a Fi, 60 ad An, 30 alla Lega e 10mila ai “minori”, Dc, Pri e così via. Ma ora la Lega ne garantisce almeno il doppio, e a chi mette in dubbio la capacità del Carroccio di organizzare pullman dalle valli alpine Roberto Calderoli risponde: «Quanta gente entra a Piazza del Popolo? Ricordate che siamo stati capaci di riempirla da soli, e questa volta la voglia di protestare delle nostre genti è ancora più forte». Pure An non scherza: in Via della Scrofa ieri sera avevano certezza di oltre 5.000 pullman già organizzati, che vuol dire un minimo di 250mila persone pronte a marciar su Roma.
Identico entusiasmo e stessa soddisfazione per aver superato i minimi assegnati, si registra nel partito di Berlusconi. Un piccolo record possono vantarlo i forzisti bergamaschi, che hanno messo insieme 35 pullman e un treno speciale, sotto la guida di Gregorio Fontana. «Io scendo in treno», dice il giovane deputato garantendo una partenza collettiva alle 5 del mattino. E sorvolando che dopo il comizio, la maggior parte dei suoi correrà allo stadio per gustarsi dopo la tripletta Berlusconi-Fini-Bossi, anche la differita di Roma-Atalanta. Ma da Modena partiranno 15 pullman, in Friuli-Venezia Giulia son stati prenotati treni speciali per 1.000 passeggeri, messi a rischio da un improvviso sciopero probabilmente politico e mirato. Antonello Iannarilli, deputato forzista di Frosinone, assicura 70 pullman, 3.500 persone, soltanto dalla Ciociaria. Antonio Martusciello annuncia 300 pullman dalla Campania oltre alle auto private e a quanti si muoveranno da Napoli spontaneamente. Perfino la Sicilia, pur lontana dalla capitale, ha già superato la quota assegnata, e il coordinatore regionale Angelino Alfano annuncia che «sino ad ora» i pullman in partenza dall’isola sono 105, che significano più di 5.000 persone «felici di sacrificarsi per venire a manifestare». Sul sacrificio Alfano non esagera, perché trascorrere la notte tra venerdì e sabato sul sedile di una corriera e tornare a casa domenica, non è proprio una vacanza.
E veniamo a sabato, con Fini che sarà in testa a uno dei cortei, Berlusconi e Bossi che raggiungeranno direttamente il palco di San Giovanni. Bonaiuti assicura che l’ex premier uscirà dall’ospedale al più tardi stasera, e che gli ha già accennato al discorso che terrà intorno alle 17. «È tranquillo e sereno», ha tranquillizzato il portavoce, «ha una salute robusta e da sabato la macchina ripartirà a pieno regime». Fini, ieri sera in tv, ha ribadito che si andrà in piazza «anche per dimostrare la solidarietà a Silvio Berlusconi», perché «la protesta per la Finanziaria di Prodi e la solidarietà a Berlusconi sono due cose che stanno insieme». Anche il leader di An assicura che il presidente di Fi «sarà in piazza e si farà sentire»; e sfida gli avversari «a trovare una sola dichiarazione mia o di Berlusconi nella quale si dice che noi scendiamo in piazza per dare una spallata al governo Prodi». Il premier è «arrogante e poco rispettoso» della gente che manifesta, dice Fini, sottolineando che la protesta monta in tutto il Paese, e sabato a San Giovanni saranno «in diverse centinaia di migliaia».