Il popolo d’agosto

Spagnoli, portoghesi, kazaki, russi, egiziani, giordani, messicani, americani, polacchi, lituani, cechi... tra i volontari del Meeting di Rimini di quest’anno ci sono giovani che vengono da molto lontano, a loro spese, per pulire i pavimenti della fiera, strappare i biglietti all’ingresso degli spettacoli, fare servizio d’ordine negli incontri, servire ai tavoli dei ristoranti o pelare patate.
Questo dice in modo efficace della svolta che sta caratterizzando il Meeting: è divenuto ormai un evento internazionale, non solo per quello che riguarda i relatori degli incontri, ma anche per ciò che concerne il pubblico e persino i volontari.
Cosa accomuna tutta questa gente? Un carisma cattolico, come quello di Luigi Giussani, che si immerge nella tradizione e nella storia del nostro Paese, rende gente di tutto il mondo capace di vedere ciò che molti non sono capaci di vedere, un nuovo mondo che sta nascendo: donne ugandesi malate di Aids piene di speranza; gli appartenenti ad una associazione di ex favelados che, abbracciando la fede cattolica, trovano nuova linfa alla loro azione educativa e sociale; carcerati spinti a un profondo cambiamento interiore per l’incontro con gente che scommette sul loro destino e insegna loro a lavorare; missionari, fratelli e compagni di coloro che hanno incontrato in terre lontane; giovani del rione Sanità di Napoli protagonisti di un impegno sociale che sembra un canto; intellettuali alla scoperta di un nuovo significato dopo anni di nichilismo; giovani imprenditori e operatori sociali che, invece di discutere di crisi, cercano innanzitutto di affrontarla con creatività e spirito di iniziativa.
Sono frammenti di popolo che torna ad unirsi durante una settimana di agosto, persone leali con il grido del loro cuore, che non si accontentano di osservare queste novità umane presenti nella realtà, ma vogliono scoprire che cosa e chi le origina.
Per questo hanno ascoltato in modo filiale gli interventi di pastori come Bagnasco e Pezzi. Per questo hanno affollato incontri, come quello in cui si è parlato di ecumenismo con Habukawa, di diritti umani con Glendon, Weiler e Hauerwas, di pace con Mamberti, Tauran e Moussa, di multiculturalismo con Prades e Milbank, della solitudine esistenziale con Borgna e Cesana, di percorsi alla ricerca della verità di se stessi con Pansa, Cominelli, Modiano, Waters e Allam. Per questo, negli incontri politici, sociali ed economici in questo Meeting, partendo da un desiderio di significato per la propria vita e da tentativi positivi in atto nella vita economica e sociale, hanno aiutato i relatori a star di fronte ai problemi che attanagliano la nostra società, secondo un’ottica sussidiaria, senza soffermarsi sul gossip politico. Così, si è discusso di molte proposte che stanno punteggiando l’inizio di questo governo e l’attuale clima politico: la volontà di rilanciare il sistema produttivo e bancario da parte di operatori pubblici e privati (come Conti, Passera, Profumo e Moretti), il dialogo per il bene comune dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, il riassetto dello Stato e il federalismo fiscale negli interventi di Tremonti e Calderoli, la necessità per la scuola di una riforma nella direzione di autonomia, parità, valutazione e valorizzazione della professionalità degli insegnanti nel dibattito Gelmini-Garavaglia, l’urgenza della liberalizzazione del mercato del lavoro nell’incontro con Sacconi e Bonanni, la riforma della giustizia e delle carceri annunciata da Alfano, la sussidiarietà nell’ente locale di Formigoni e Alemanno. Chi impara da Giussani a vivere senza patria non si estrania dal mondo, come hanno testimoniato Eugenia Roccella e Bernhard Scholz nell’incontro conclusivo: vi scopre quella Presenza Misteriosa che continuamente mostra i suoi tratti inconfondibili in fatti e persone che spalancano il nostro cuore e ci fanno appassionare a tutto, anche quando non tutto è come istintivamente vorremmo.
È il fattore di speranza più grande per la vita sociale del nostro Paese, e non solo, che rinasce dopo la pausa estiva.
Giorgio Vittadini
*Presidente Fondazione
per la Sussidiarietà