Il popolo ds in rivolta: stipendi più bassi

I lettori inferociti: «Forse ho sbagliato a votare». «In busta paga ho 100 euro in meno, sono deluso». «Io, pensionato, con questa manovra ci perdo»

da Milano

Meglio tardi che mai. Anche i lettori (e di conseguenza i giornali) di sinistra si sono accorti che dopo la riforma delle aliquote Irpef decisa dal viceministro dell’Economia Vincenzo Visco con la prima Finanziaria del governo Prodi, le buste paga per la maggioranza dei dipendenti, anche quelle con redditi da 1.200 euro, sono più leggere. Finora la questione era stata affrontata con un imbarazzante silenzio. Ma il disagio di chi ci ha rimesso, dopo aver intasato blog, siti internet e forum, con buona pace di chi nell’Unione sostiene il contrario, è rumorosamente finito sulle pagine dei giornali «amici» del governo. Alla redazione dell’Unità ne sanno qualcosa, visto che ieri hanno dedicato al disagio di lettori (ed elettori più o meno pentiti) un’altra pagina di lettere. Tra chi sostiene che «alla fine è andata bene» perché ha guadagnato 25 euro al mese, chi chiede che «i sindacati facciano un po’ di propaganda perché molti colleghi a quei 25 euro non ci fa neanche caso» e chi «nonostante tutto (un aumento delle trattenute fiscali dello 0,7%) spera ancora nei Ds per un’Italia migliore», c’è lo spaccato di un popolo deluso dalle promesse e impoverito nelle finanze.
Lorenzo G. ha trovato 50 euro in meno nella sua busta paga: «Sono mesi che ci sentiamo raccontare che questa Finanziaria sarebbe stata più equa, che alla fine avrebbero pagato “i ricchi”. Sono ricco? Non capisco. Forse ho sbagliato a votare». «L’anno non è cominciato bene - scrive un altro lettore - il mio stipendio è diminuito di 100 euro al mese, alla fine dell’anno perderò una mensilità. Sono assolutamente deluso e, come dipendente, sono molto arrabbiato». «Sono pensionato da dieci anni - scrive invece G.F. - con la nuova manovra io ci perdo e non mi sembra corretto. Anche perché Regioni e Comuni stanno aumentando Ici e addizionale».
I «complimenti» sarcastici al centrosinistra arrivano anche dai militanti ds. Catia Tozzi, dipendente statale e membro del direttivo della Quercia nella sua città, racconta con amarezza di aver trovato «sei euro netti in meno e condizioni di lavoro peggiori in prospettiva». Il suo voto «deciso per riaccendere la speranza nel Paese e aumentare gli spazi di democrazia» è sostanzialmente andato perso. «Chi governa sembra vivere in un mondo parallelo - scrive un pensionato della provincia di Salerno con un reddito lordo da 30mila euro con coniuge e due figli disoccupati a carico - per me è stato un disastro. Sono deluso ma mi reputo ancora fortunato perché la situazione di altri lavoratori e pensionati è drammatica».
Tra chi ci ha rimesso, però, non tutti si stracciano le vesti. Un operaio di Udine ammette di aver «percepito a gennaio 1.028 euro» contro «i 1.174 euro di novembre». Ma «sono scapolo - aggiunge - e non ho niente da lamentarmi visto che vivo con i miei e con mio fratello». E anche chi ha guadagnato «10 euro» su uno stipendio di 1.809 euro come D.F. da Siena ammette che «da buon compagno Ds» sarebbe stato disposto «a rimetterci qualcosa pur di vedere l’Italia tornare ad essere un Paese normale». Beato lui.
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