Un popolo, due lingue

Per una ricerca del terzismo linguistico. Seguono due versioni del medesimo episodio.
1) Ieri nell’istituto si è registrato un alterco tra il docente e il non-docente ausiliario, un immigrato afroasiatico di modeste condizioni sociali: quest’ultimo sosteneva che la presenza di una barriera architettonica, all’uscita, penalizzava oltremodo i non vedenti, i non deambulanti e nondimeno i verticalmente svantaggiati: declinava perciò le responsabilità dopo la risoluzione del rapporto tra istituto e l’addetto alla custodia, che ora è receptionist nell’adiacente bed&breakfast. Il docente replicava dicendo che l’account manager si era già recato al provveditorato ma che si era spenta lì, e che si mostravano preverbali al problema. È stato allora che il non-docente ausiliario ha allungato un’estremità sul deretano del docente: sono dovuti intervenire gli assistenti sanitari.
2) Ieri a scuola hanno litigato la maestra e il bidello, un negro povero: lui diceva che lo scalino all’uscita era pericoloso per i ciechi e i paralitici e addirittura per i nani: metteva le mani avanti dopo che avevano licenziato il portinaio che adesso fa il portiere d’albergo lì vicino. La maestra diceva che il ragioniere era già andato al provveditorato ma che era morta lì, e che si mostravano sordi al problema. Allora il bidello ha dato un calcio nel sedere alla maestra e hanno chiamato gli infermieri.