IL POPOLO DELLA LIBERTÀ (DI PENSARE)

L’idea di parlare della cultura e del Pdl era quasi una mia scommessa. Uno sfizio di fine estate, un pallino personale da soddisfare. Perchè penso che, senza cultura e senza politica culturale, non si vada da nessuna parte. Anche se si vince e anche se si stravince.
Scene e comizi come quelli di Borghezio dell’altro giorno in centro storico, in cui la parola più raffinata era «vaffanculo» e gli argomenti più forti erano il gesto dell’ombrello o il dito medio alzato, non fanno bene a nessuno. Forse nemmeno alla ventina di seguaci dell’europarlamentare del Carroccio. Di certo, nemmeno a Borghezio, che è molto migliore di come gli piace farsi descrivere. Soprattutto, non fanno bene alla Lega che, invece, sta dimostrando giorno per giorno di essere una vera forza di governo, un partito di proposta e non solo di protesta e un partito sempre più radicato nei cuori, nelle anime e nelle urne. Alla faccia delle analisi semplicistiche.
Ecco, la cultura di centrodestra deve essere altro da Borghezio. Deve essere altro da un disinteresse magari non dichiarato, ma strisciante che spesso ha contraddistinto il mondo dei moderati. Un po’ come quando veniva fatto ministro dei beni culturali il socialdemocratico Ferdinando Facchiano e il suo omologo francese Jack Lang - che un po’ ne capiva davvero e un po’ era francese con tutto il corollario di complesso di superiorità dei francesi nei confronti degli italiani - ironizzava con la erre blesa: «Facchianò? Connais pas». Tradotto: Facchiano, io che sono un intellettuale, non lo conosco.
Quei tempi non devono tornare. Così come mi piacerebbe non assistere più a scene dove i soliti noti premiano sempre i soliti noti. Proprio in questi giorni, ad esempio, mi sto battendo in una giuria per evitare che venga premiato un prof - rispettabilissimo, per carità - ma il cui nome non aggiunge niente nè al premio, nè alla cultura ligure.
Quindi, credo che - persino al di là del dibattito sul futuro del Pdl - quella della cultura moderata in Liguria sia una partita importantissima. Alle nostre latitudini, i moderati hanno una grossa fortuna: quella di avere una leadership indiscussa, quella del ministro Claudio Scajola, che si è ritagliato un ruolo forte anche a livello nazionale. E, quindi, una volta che la cornice è ben chiara, è possibile ragionare sui particolari. Decisivi. Proprio per questo, abbiamo puntato sulle idee, mai banali e sempre con un valore aggiunto di Sergio Maifredi, persona speciale e testa speciale. Proprio per questo, abbiamo festeggiato la candidatura nelle liste per la Camera di Alessandro Gianmoena, degnissimo allievo di Gianni Baget Bozzo, padre di Ragionpolitica, pensatoio telematico azzurro,(...)
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