Il «popolo della libertà» si fa in 400

Quattrocento gazebo nel Lazio, da ieri e per tutto oggi Forza Italia è di nuovo in piazza per raccogliere le preiscrizioni al partito della libertà. Quanto al nome del nuovo partito, a mezzogiorno a piazza San Lorenzo in Lucina il 55 per cento aveva scelto «Popolo della libertà», il 45 «Partito della libertà». «Anch’io ho votato Popolo delle Libertà - dice l’europarlamentare Antonio Tajani - perché è il nome che più si avvicina all’identità del Partito popolare europeo». Tutti d’accordo sulla sostanza, però: «Era ora che Berlusconi desse questa svolta, da un uomo come lui c’era da aspettarselo». Parecchi si offrono di aiutare nella raccolta firme. Lo stesso Tajani si rimbocca le maniche e distribuisce centinaia di volantini, che riportano quanto detto da Berlusconi il 19 novembre all’annuncio della nascita del Ppl (o Pdl). Arriva anche il vicecoordinatore nazionale del partito, Fabrizio Cicchitto, che stringe decine di mani e sul nome non ha dubbi: «Popolo della Libertà - dice anche lui -. La parola partito istintivamente mi piace meno». In piazza anche Francesco Giro, coordinatore regionale di Forza Italia, e Gianni Sammarco. «È uno sforzo straordinario - afferma Giro -. A Roma i gazebo sono circa 160, a Latina 80, a Frosinone 50, a Rieti 8 e a Viterbo 47. Altri in provincia. In tutto 400». Da San Lorenzo in Lucina a largo Goldoni, dove al gazebo del Circolo della Libertà troviamo Gloria Porcella, che ad agosto ha fondato il circolo al femminile Donne di Roma e Laziali: «Siamo già moltissime. Tante firmano e chiedono anche di iscriversi da noi, di frequentare senza legarsi a un partito». «Il circolo richiama tanta gente proprio perché non è un partito - afferma Michela Terribile, la promotrice romana dei Circoli della Libertà - questo è lo spirito che davvero ci anima: dare voce alla gente».