Il popolo della notte sfila in silenzio per dire no ai divieti anti-movida

Come divertirsi: questo è il punto del discorso. Ampliandolo con le classiche coordinate di spazio e tempo, è bene aggiungere: a Milano, di notte. Ed ecco che si va dritti all’origine del botta-risposta tra i Comitati di zona e i giovani della «movida» milanese, con in mezzo l’amministrazione comunale.
Alla richiesta dei residenti di regole e limiti per la vita notturna (richiesta inviata a luglio sottoforma di diffida al sindaco e, ancora ieri, priva di risposta, come ha sottolineato il segretario del Coordinamento Comitati Milanesi, ma anche motivo dell’incontro di settimana scorsa tra le associazioni) i ragazzi hanno detto: «scusate il disturbo». A dir il vero, l’hanno scritto sulle magliette che indossavano ieri pomeriggio per riconoscersi tra la folla di piazza Duomo. Lì si erano dati appuntamento lunedì al circolo Arci dove, da un paio di mesi, si trovano. L’avevano segnalato sul loro blog (scusateildisturbo/noblogs.org). E lì, in una trentina, si sono presentati, per «reagire alla scomparsa dei luoghi di aggregazione, all’aumento delle misure vincolanti per il mondo dell’associazionismo e della cultura», come scritto sul volantino. Così è partita la prima (ne prevedono altre due: una sabato prossimo e l’altra in data ancora da definirsi) «marcia di protesta pacifica» - come l’hanno definita i promotori - diretta verso le Colonne di San Lorenzo, passando per via Torino. Lungo il percorso dovevano «zittire» i passanti, far rispettare quel silenzio tanto desiderato dai Comitati e per loro sinonimo di deserto culturale, limite alla creatività, ostacolo verso ogni forma d’aggregazione. Pur fedeli al significato, alla fine si sono fatti una passeggiata, cercando di parlare e coinvolgere la gente. Contro ogni aspettativa, Emilia Draghetti, coordinatrice dei Comitati di zona, «era con loro al mille per cento», ha fatto sapere via e-mail. Ma ha anche specificato: «Purché il divertimento sia educato e rispettoso dei cittadini». Se invece si parla di vandali fuori controllo, allora il rifiuto è categorico. Contro i divieti netti si è mostrato Giovanni Bozzetti, assessore agli eventi e moda della giunta Albertini, inseritosi nel botta-risposta di ieri sostenendo: «Chi non rispetta le leggi e le regole di convivenza civile va sanzionato, ma per l’errato comportamento di pochi non si può ostacolare il divertimento di tanti giovani che invece si comportano bene». Ha poi aggiunto che Milano, anche in vista dell’Expo, deve mostrarsi aperta, internazionale verso eventi e proposte. A riassumere il discorso è stato De Corato, che ha definito la protesta un «flop» per la scarsa partecipazione e che è intenzionato a prendere la stessa via usata per le Colonne, cioè dei provvedimenti concreti (vedi ordinanza alcolici), ma che non impediscano i ritrovi.