La popstar miliardaria: "Non compro vestiti e do i soldi alla mamma"

Il cantante, ospite della Ventura e di Che tempo che fa, domina le classifiche . "Non sono dolce come sembro. Fazio? Fa domande banali"

Milano - Intanto il suo nuovo cd va a gonfie vele in mezzo mondo, alla faccia di chi pensa che il successo premi solo i cattivi, gli esagerati, i casinisti. James Blunt è il bravo ragazzo del pop, o almeno così appare. Lui non parla, cinguetta. Non fa polemiche, si spiega. Non lancia messaggi, è il messaggio: faccio il cantante e il resto del mio tempo sono fatti miei e basta. È così gentile che per farsi capire meglio ha persino tolto una o dal suo cognome (da Blount a Blunt, come un generale della guerra civile americana) e anche ieri a Quelli che il calcio sembrava un po’ smarrito alle prese con lo sketch arrembante della Ventura. Insomma, è la popstar della porta accanto e forse (anche) per questo ha venduto dodici milioni di copie del debutto Back to bedlam e sembra sulla buona strada per fare il bis con All the lost souls, che è un bel cd perché lo rappresenta per com’è: pacato, riflessivo, coinvolgente. Un vero artista folk pop che vive per la musica e, se proprio si deve arrabbiare, prima chiede per favore.

Allora Blunt, lei è l’antidoto a tutte le esagerazioni del pop.
«Vero, mi piace stare in tranquillità. È anche per questo che vivo praticamente sempre a Ibiza, lì non ci sono bambini che urlano».

Ma se è il tempio del divertimento.
«No, d’inverno è quasi un’isola fantasma, rilassante e serena».

Blunt, il suo singolo si intitola 1973, che è l’anno di apertura del Pacha, un club esagerato dove si balla fino al mattino.
«Ma attenzione, io non sono sempre come sembro. L’artista è diverso dalla persona. Non per nulla ho intitolato il mio nuovo cd All the lost souls, tutte le anime perdute: noi siamo anime che cercano l’isolamento ma hanno bisogno di contatto con gli altri».

Tra i suoi contatti ci sarebbe anche Paris Hilton.
«Ma siamo soltanto amici. La conosco da prima di diventare una celebrità. Solo che allora ai giornali non interessavo».

Poi è diventato famoso e tutti a chiederle della sua conversione da soldato della British Army a cantante. E di cosa ne pensava suo padre colonnello.
«Me lo chiedono ancora oggi. Anche l’altra sera in tv da Fabio Fazio. Sempre le stesse domande. E io devo dare sempre la stessa risposta perché non ce n’è un’altra. Un po’ noioso».

Ma la storia è ghiotta.
«Però adesso comincio a non poterne più dei luoghi comuni o di come mi ha ritratto la stampa. Ad esempio: su dieci canzoni di Back to bedlam solo due sono romantiche. Le altre no. Ma per tutti io sono il romantico per eccellenza».

Pensi che You’re beautiful è diventata la canzone preferita ai matrimoni in Gran Bretagna. Più di Angels di Robbie Williams.
«A lui magari dispiacerà. A me non interessa proprio. Per me il successo vero è l’amore per la vita, è suonare la musica che voglio. Lo sto facendo e perciò sono un uomo di successo».

Facile dirlo con un conto in banca grosso così.
«In realtà io ho sempre gli stessi stivali, nel mio armadio ci sono solo 5 t-shirt e gran parte dei soldi che guadagno li do alla mia famiglia».