Pordenone, aggredito disabile gay: tre denunce

Tre uomini hanno picchiato a calci e pugni un disabile omosessuale. La vittima, aggredita a calci e pugni, è in cura ai servizi sociali per una leggera disabilità psichica. Nel 2002 era stato ridotto in fin di vita. Il questore di Pordenone: "Gesto vigliacco e inqualificabile"

Pordenone - "Volevamo dare una lezione ai froci". Così tre uomini di 43, 22 e 21 anni hanno spiegato ai poliziotti che li interrogavano il motivo che li aveva spinti ad aggredire un disabile omosessuale di 30 anni nel centro di Pordenone. L’episodio risale alle settimane scorse ma la squadra mobile lo ha reso noto solo oggi dopo che le indagini hanno portato all’identificazone del terzetto che è stato denunciato per concorso in violenza privata aggravata. La vittima, picchiata con calci e pugni, è seguita dai servizi sociali del comune di Pordenone per una leggera disabilità psichica.

Nel 2002 fu ridotto in fin di vita Il disabile gay era già stato picchiato in maniera molto violenta nel 2002. All’epoca era militare in ferma breve volontaria e ad aggredirlo fu il compagno che, dopo averlo selvaggiamente picchiato, lo abbandonò, moribondo, nelle campagne alla periferia di Pordenone. Le conseguenze di quell’episodio furono gravissime e permanenti: la vittima restò in coma per alcune settimane, riportò danni cerebrali importanti e la semicecità.

Invalido al 100% Proprio in seguito a quell’episodio venne dichiarato invalido civile al 100% ed è stato costretto a sottoporsi a lunghe terapie riabilitative. Per quell’aggressione il compagno - un fiorentino di 45 anni - fu condannato per tentato omicidio. 

Il questore: un gesto vigliacco  "Un gesto vigliacco e inqualificabile": è il commento del questore di Pordenone, Antonio Maiorano. "Abbiamo dimostrato - ha aggiunto Maiorano - che il sistema di sicurezza funziona e che l’apparato è in grado di produrre gli anticorpi, anche grazie alla grande collaborazione dei cittadini che, con le loro testimonianze, hanno permesso di identificare i responsabili dell’aggressione". "Fermo restando il prosieguo giudiziario - ha concluso Maiorano - devo confessare la mia soddisfazione, prima ancora come uomo che come professionista, per aver individuato gli aggressori, protagonisti di un gesto tanto vile".