Porta il figlio in bagno. Ed evade

Giancarlo Gallucci, camorrista di 29 anni, è fuggito durante il colloquio parenti dal carcere di Pavia. Ma alla stazione di Bologna è stato fermato e arrestao dagli uomini della Polfer

Pavia - Caldo agostano, personale di sorveglianza ridotto di oltre 20 per cento per ferie. È così che ieri, intorno alle 11.15, un detenuto nel carcere di Torre del Gallo di Pavia ha tentato la fuga di ferragosto, su una station wagon e con tanto di figlio e cognato al seguito, in perfetto stile esodo da vacanza ma evocando anche scene da film ben noti. L'evasione, però, si è ridimensionata quasi immediatamente in poco meno di cinque ore d'aria, visto l'arresto a Bologna alle 15.30. Protagonista Giancarlo Gallucci, napoletano 29enne colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio e per violazione della legge sulle armi emessa a Napoli il 10 maggio scorso. E ritenuto dalle forze dell'ordine elemento di spicco del clan Gallucci-Piscopo, operante tra Casalnuovo e Acerra. E nelle prime ore si è temuto il peggio, fino a quando non si è capito che il bimbo con cui l'uomo si è allontanato dall'istituto di pena non era, come si temeva, un ostaggio ma il figlio.

Era fissato per le 11 il colloquio con la moglie e il figlio, accompagnati sul posto da un cugino. L'uomo, che si era sempre preoccupato di tenere una condotta esemplare e che si trovava a Torre del Gallo da 20 giorni e insieme a altri 370 detenuti, alle 11.10 spiega alla guardia di turno nella saletta colloqui che preferisce accompagnare personalmente il figlio di 4 anni ai servizi, visto che ne ha manifestato il bisogno. «Accompagno mio figlio in bagno»: queste le sue ultime parole prima di scomparire dalla vista di tutti, prendere la via dell'uscita, imboccare il portone principale e andarsene come se niente fosse, confondendosi con gli altri familiari dei detenuti in uscita dai colloqui. Subito dopo Gallucci è salito sull'automobile del cugino raggiungendo con lui e il figlio la stazione di Piacenza dove ha preso, da solo, un treno diretto al sud. Immediata, intanto, è scattata la caccia all'uomo che ha visto coinvolte direttamente Polfer di Pavia, Piacenza e Bologna, polizia penitenziaria, carabinieri e questura di Pavia.

Il cugino, come ha reso noto immediatamente dopo la cattura il vicedirettore del Dap, Emilio Di Somma, è tornato nel carcere per riaffidare il piccolo alla madre che, nel frattempo, era stata bloccata. Ed è stato poi fermato e sottoposto a serrato interrogatorio.

Risultato: l'uomo ha rivelato tutte le intenzioni dell'evaso permettendo, così, alla Polfer di Bologna di catturare Gallucci alla stazione di Centrale del capoluogo emiliano dopo averlo bloccato lungo un sottopassaggio della stazione. Si era cambiato d'abito ma l'identikit diffuso da Piacenza in poi ha dato i suoi frutti. Fermato ha provato a far finta di non capire il perchè. Ma condotto negli uffici ha ammesso tutto quasi subito ed è stato arrestato. Arrestato ieri alle 17 anche Massimo Paolillo, il cugino di Gallucci, da mobile e polizia penitenziaria di Pavia: per procurata evasione e favoreggiamento.