«Porta a porta» e «Matrix» litigano sul pubblico giovane

Il fair play tanto sbandierato prima della partenza dei programmi è già andato a farsi benedire. E il nervosismo sale. Ieri per tutta la giornata, attraverso le agenzie di stampa, le due redazioni di Matrix e Porta a Porta hanno ingaggiato una guerra di cifre. La sostanza è che Vespa - nella seconda serata di sfida sull’informazione di mercoledì - ha di nuovo battuto Mentana: il primo discutendo di riforma della legge elettorale ha fatto il 19,59 per cento con 1.650.000 spettatori e il secondo - con la puntata sulle raccomandazioni - ha totalizzato il 15,06 con 1.582.000. Il primo dato da notare è che entrambi i programmi hanno perso spettatori e share rispetto alle puntate di lunedì.
La guerra delle cifre si è scatenata sul tipo di pubblico. Per il lettore magari un fatto noioso, ma per le concessionarie di pubblicità delle due aziende una questione di notevole importanza. Mediaset sostiene che Matrix ha battuto il programma di Vespa tra il pubblico giovane (più appetibile per gli investitori pubblicitari) e cioè quello tra i 15 e i 54 anni con un 14,6% di share contro un 13,3%. Poche ore dopo Porta a Porta replica di aver invece vinto in quella fascia anche se di misura (e di aver battuto la concorrenza anche in tutte le regioni italiane e fra tutti i livelli di istruzione). Controreplica Mediaset che conferma i propri dati. Stizzito Vespa: «Se Mediaset è soddisfatta che una puntata sulle raccomandazioni abbia perso per quattro punti e mezzo di share contro una sulla legge elettorale, ne siamo soddisfatti anche noi». Per la prima serata di mercoledì, da notare gli ottimi ascolti della partita di Champions League su Canale 5 vista da 7.177.000 spettatori con il 28,27% di share che ha lasciato di parecchi punti indietro Raiuno, battuta pure da Italia 1.