Porta stregata, ma la Signora è una strega

(...) non si strapperebbero i capelli se scegliesse la maglia azzurra, basterebbe inviare il dvd della partita di ieri: un gol spettacolare, difficile, acrobatico da centravanti d’altri tempi e una serie di errori che hanno mandato la Juve in affanno, l’hanno costretta ad un lungo inseguimento al gol. Trezeguet è d’altra stoffa. Con due occasioni avrebbe rimesso la Juve in corsa e la Sampdoria nelle pene.
Il pubblico bianconero ha sofferto freddo in ogni senso e preso appunti, maledetto quei pali che sembravano l’emblema di un malocchio, ma anche la stoffa grezza di questo brasiliano che ricorda il generoso Graziani, un complimento alla combattività, non al resto. Tutto il pissi-pissi circa il suo cuore nazionale probabilmente gli ha fatto del male. Ieri in Tv si è capito: Amauri ha risposto scocciato all’ennesima domanda. «Deciderò quando mi arriverà una convocazione vera. Ho rispettato la volontà della Juve. Finora si sono fatte solo speculazioni», ha replicato mostrando il nervo e nasando gli umori di una tifoseria che non deve aver gradito. Pazzini ha segnato il suo terzo gol in cinque partite con la Samp. Grande opportunista: dice niente questa annotazione statistica?
Ma se Amauri non risolve tutti i problemi e crea qualche problema, c’è di più. Juve troppo sola nella battaglia: i suoi limiti sono stati giudici e sentenza. Quale sentenza? Non contano i punti di distacco dall’Inter. Contano le risposte delle ultime partite: a Torino ha perso con il Cagliari e pareggiato con una Sampdoria fatta apposta per lasciarsi sbranare. La Juve ha graffiato, ma non ha saputo sfruttare le debolezze difensive altrui. Ed, anzi, ha mostrato stravagante tendenza all’autoflagellazione difensiva. Per un paio di mesi i difensori si erano tenuti stretti e forti. Ora, invece, la squadra punta sul fuorigioco un po’ esibizionista. Come volesse mostrare i muscoli. E ogni volta i muscoli si sgonfiano. Troppi gol subiti in fotocopia.
Da qui la partita: Nedved ha imperversato, finchè non è stato spostato in altra zona. Ha colpito due pali ed annunciato la brutta ventura alla Juve. Il centrocampo ha corso, ma Poulsen era un uomo in meno. Del Piero è stato magnifico uomo assist. Ha cavato dal repertorio la solita punizione annichilente che ha toccato traversa e palo. Il destino sarà cinico, ma talvolta non bara. Alla squadra servono e servivano gol. Non bastano le tante occasioni. Par di rivedere quel Pinturicchio stonato di qualche anno fa. Ieri c’era di mezzo anche Cassano che ha infilato l’assist vincente per Pazzini e preso un palo per caso. Folletto e folleggiante, Fantantonio ha provato a far la solita passerella davanti al pubblico che l’interessa per il futuro. Ben sapendo, che con Del Piero fra i piedi, nulla sarà possibile. Duello nel duello: il sampdoriano ha mostrato il bello suo. Mentre Del Piero si è stranamente dedicato agli assist. Come a dire: i miei valgono quelli di Cassano... A pensar male non si fa peccato. Peccato che la Juve non abbia sfruttato, ritrovandosi con un punto solo in tasca e la convinzione che il campionato non sia più cosa sua.